Otium: La macchina del tempo si è fermata

Come orme lasciate sulla terra, morbide, a tratti indefinite, impresse nel tempo, si stagliano i ricordi. Vividi o sbiaditi, dolorosi o indimenticabili, loro sono sempre li’, in un cassetto prezioso e segreto protetto con la chiave della memoria, a rammentarci che gli eventi infaticabili che si avvinghiano alla nostra vita lasciano sempre qualche traccia, qualche briciola, qualche orma. Nulla rimane mai totalmente dissolto nell’aere, c’è sempre qualche granello minuscolo che si annida e continua a vivere silenziosamente.

Accade, a volte, che un ricordo ci investa prepotentemente mentre il nostro pensiero è concentrato altrove: un luogo, un profumo, un sapore, una lacrima sono in grado di far riemergere dal cassetto del passato emozioni ormai sopite, sepolte dalla polvere del tempo. Con infantile meraviglia ci accorgiamo poi che quel ricordo è ancora impresso, che è ancora capace di scuoterci. Un ricordo che è fermo nel tempo: quando un anno, un lustro sono solo mere misure, solo freddi calcoli convenzionali.

 

Sembra che il tempo non sia mai trascorso quando con aria trasognata ci capita tra le mani una foto, quando qualcuno dotato di annalistica memoria sta lì accanto a noi mentre ci riporta anno e circostanza dello scatto. E noi, increduli, realizziamo all’improvviso tutto quanto e un sorriso si delinea sul volto.

Mi piace fermarmi per riportare alla memoria ciò che pensavo un anno fa o più, ciò che mi rendeva felice e ciò che mi procurava tribolazioni. E’ interessante, infatti, notare come lo scorrere del tempo e della vita possa modificare la nostra percezione degli eventi: la catastrofe colossale di ieri è la risata di oggi. E viceversa. Allo stesso modo, è bello accorgersi di aver custodito il fanciullino pascoliano vedendo le rondini che volano libere nel cielo… Stupirsi e scoprire che il ricordo dei giochi di bambino non sono poi così lontani.

In fondo, non è forse vero che siamo ciò che ci hanno tramandato i nostri avi? Una congerie di sentimenti, di mani protettive, di esperienze radicate. Ogni tanto lasciamo che la macchina del tempo si arresti: oggi, ieri, non importa. E’ tutto custodito nel cassetto dei ricordi. Basta infilare la chiave della memoria nella toppa e aprirlo.

 

 

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