Nardò: Atti di bullismo e violenza di due minorenni neretini a danno di un coetaneo.

Alle ore 06:00 del 06.12.2017 i Militari della Stazione Carabinieri di Nardò hanno eseguito due misure cautelari del collocamento presso la Comunità pubblica per minori di Lecce e disposte dal GUP presso il Tribunale minorile nei confronti di due giovani, rispettivamente quindicenne e diciassettenne, ritenuti responsabili di rapina, sequestro di persona, violenza sessuale, pornografia minorile e tentata estorsione in pregiudizio di un altro quindicenne.

Nella fattispecie i due indagati, un quindicenne ed un diciassettenne, la mattina del 21 Novembre scorso, hanno condotto la vittima, prima con le buon e poi mediante calci e pugni, presso un bagno pubblico dove, dopo essersi impossessati con minaccia e violenza del suo giubbotto e scarpe ginniche, la costringevano a compiere atti di autoerotismo, mentre riprendeva con il proprio cellulare e l’altro bloccava la porta per impedirne l’uscita.

Il video così prodotto veniva così successivamente trasmesso mediante l’applicativo whatsapp a vari coetanei.

L’azione delittuosa, durata complessivamente 20 minuti, non terminava qui: i due giovani “registi” di questa esecrabile vicenda infatti hanno minacciato la vittima di non restituirgli gli indumenti rapinati se questa non avesse corrisposto il giorno seguente la somma di 10 euro a titolo di compendio estorsivo.

Lo sviluppo delle indagini è avvenuto tramite l’escussione dei genitori della vittima e l’immediata acquisizione del video registrato. I successivi atti di investigazione svolti dai Carabinieri hanno poi consentito di riscontrare puntualmente quanto dichiarato dalla parte offesa: i militari hanno infatti acquisito i filmati di video sorveglianza delle telecamere poste lungo le vie limitrofe al locus commissi delicti constatando effettivamente l’ingresso e l’uscita dei tre giovani dal suddetto bagno pubblico.

Al momento dell’uscita uno dei due indagati indossava il medesimo giubbotto, della stessa marca e colore, di quello indossato poco prima dalla vittima; giubbotto che, all’esito di una perquisizione domiciliare, i Carabinieri di Nardò hanno rinvenuto proprio a casa dell’indagato.

Il compendio probatorio così cristallizzato ha permesso l’esecuzione dell’odierna ordinanza, grazie al lavoro certosino dei militari ed alla rapidità da parte della Procura della Repubblica dei minori che ha da subito richiesto la misura cautelare a firma del dott. Tramis.

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