Il Punto: Strisce blu panacea di un economia al tracollo ?

Una notizia di pochi giorni fa parlava come commercianti e affini si lamentavano della mancanza delle strisce blu poste nelle arterie principali della città colpevoli, secondo loro, di mancati guadagni dovuto quasi alla necessità primaria dell’avventore di trovare il parcheggio, ovviamente, in prossimità dell’esercizio commerciale.

Una notizia che colpisce in questo mondo dove nell’era smart nell’era delle prestazioni fisiche disumane frutto dell’estenuanti ore trascorse in palestra, stona o quanto meno denota che questa città per certi approcci culturali è ferma al 1963.

L’autovettura strumento che riteniamo abbia superato un ragionevole e umano utilizzo a tal punto che senza autovetture l’economia di una città potrebbe collassare?  L’autovettura strumento di una crescita economica e culturalmente quindi corretto abusarne ?

Da un lato c’è da precisare che la latitanza di servizi di collegamento collettivo ha permesso il prolificare di un parco auto che basta girare per le strade della nostra città per quantificare del numero preoccupante presente .

In media due autovetture per famiglia che possono arrivare a quattro e questo è una delle più rosee delle previsioni.

Una situazione comune a molte altre realtà urbane e riguarda anche i centri metropolitani che con il traffico congestionato convivono pur possedendo un servizio di mobilità collettiva pubblica.

Non ha meravigliato, per esempio, la posizione del primo cittadino di Lecce, Salvemini, con la chiusura al traffico nelle situazioni di forte congestione o come il sindaco di Galatina, Amanti, che ha chiesto all’Arpa l’istallazione delle stazioni di monitoraggio del livello di inquinamento dell’aria.

Già l’aria che respiriamo con il traffico a regime non è da sottovalutare .  Riteniamo che un esposizione nel tempo di agenti come metalli pesanti e affini può provocare gravi patologie nell’apparato respiratorio .

Insomma come una scadenza ciclica si guarda, da ottimi individualisti ma soprattutto per cultura, a fermarsi solo alle apparenze manipolate poi da chi non ama questa città nella convinzione che l’autovettura è ormai una propaggine del proprio corpo.

Un fallimento,quindi, aver cancellato le strisce blu? Secondo il nostro modesto parere ha inciso fortemente nell’amplificare un comportamento anarchico e di comodo che ha poco da spartire con il buon senso, amplificato da una sterile azione preventiva .

La latitanza , quasi cronica, di una presenza della polizia urbana prima e di una cultura,seconda, lontanissima vanifica ,leggendo qualche spiritoso, di sperare di ritrovare pedoni o ciclo muniti a spasso per la città per aumentare in una visione utopica in antitesi ai detrattori di questa amministrazione, la qualità della vita urbana  e magari a sostenere l’economia locale.

Ma ovviamente attendiamo fiduciosi che qualcosa si muova in progettualità e magari in azioni come la viabilità sostenibile con mezzi collettivi elettrici in modo continuativo e no pro tempore …

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