Il Punto: Come è facile “vestire” una fake news!

Nardò,8 maggio_Per parafrasare l’ultimo lavoro di un Giornalista di lungo corso come Mario Nanni: più che di <<vestire le notizie>> molti blogger e satiri locali, (altra cosa rispetto al “mestieraccio” di giornalista), sono alla ricerca, e quindi impegnati a <<vestire notizie false>>, meglio note come fake news o in via residuale alla ricerca di “non notizie”, nella molteplice accezione di notizie in costruendo o di notizie supposte e/o auspicate.

Infatti, le supposizioni e le supposte non mancano certo alle tastiere di questi novelli “influencer neritonensi” di terzo e quarto ordine, che sulla base di “presunte veline” o segnalazioni di  “millantate” Sedi istituzionali: Procura della Repubblica, Prefettura, forze dell’ordine montano delle verie congetture spesso talmente inveritiere da apparire false a loro stessi.

Inoltre, non si capisce per quale ordine di ragione, whistleblower e/o segnalatori di Palazzi istituzionali, quando non “spacciatori di notizie” dovrebbero contattare proprio questi personaggi in cerca d’autore, che, salvo prova contraria, non brillano certo per prestigio e particolare carisma, preferendoli, peraltro, alla carta stampata e a testate ben più blasonate.

Per andare sul concreto, l’ultima notizia in costruendo  fa riferimento ad una presunta “indagine che attingerebbe l’attuale Amministrazione Comunale neretina a proposito dell’area parchetale realizzata in S.Isidoro”.

L’articolo di questo blog locale, sempre lo stesso, che è inutile nominare, perché facilmente individuabile, più che di notizie è un compendio di auspici, di desiderata degli estensori.

Poche persone, sempre quelle, che tra pseudonimi vari, sigle di associazioni più o meno reali, molto solo virtuali si impegnano 24 ore su 24 ad individuare il pertugio semantico corretto per cercare di insinuare nell’opinione pubblica dubbi sull’operato della attuale amministrazione comunale, partendo da presupposti quando non falsi, confusi e disancorati da elementi fattuali consistenti.

Quando altro non c’è, questi “leoni da tastiera” recuperano l’armamentario semantico dell’antifascismo, catapultando la nostra realtà cittadina indietro nel tempo di almeno 50 anni; questi aspiranti “giornalisti di inchiesta”, ammantanti dall’odio per Mellone&Co., perdono di vista qualsiasi ragionamento politico, rifiutandosi di valutare e contestualizzare dati, documenti e procedimenti, proponendo, solo, interpretazioni, le proprie, assolutamente, smentite dai fatti e spesso se non sempre, proprio dai quei Giudici cui fanno ricorso, a loro dire con denunce, ricorsi ed esposti tutti rigorosamente supportati ma non tanto da superare il sindacato delle Autorità adite.

Questo eccesso di allarmismo costruito ad arte e le “supposte” informazioni di questi “strilloni del web” rischia di essere la vera notizia, di cui Nardò può fare davvero a meno.

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