Progetto impianto di compostaggio a Nardò. Casili (M5S): “Servono garanzie sulla sicurezza ambientale”

Bari,14giu_“Il nostro territorio ha bisogno di impianti di compostaggio, in modo da sottrarre rifiuti alle discariche, ma il progetto di una nuova struttura che dovrebbe sorgere a Nardò merita un attenta analisi, in modo da rassicurare la comunità neretina, candidata ad ospitare l’impianto”. Così il capogruppo del M5S Cristian Casili in merito alla scelta dell’Agenzia regionale per i rifiuti di collocare un centro di compostaggio tra Nardò e Soleto.

“Il territorio di Nardò – continua il pentastellato – ha scelto la vocazione turistica ed è particolarmente sensibile sul piano ambientale, perché in passato ha già ospitato due discariche: quella di Pendinello e di Castellino. Quest’ultima, nonostante gli annunci di Emiliano e le numerose sollecitazioni che ho fatto in tal senso, attende ancora una messa in sicurezza. Con un nuovo impianto di compostaggio la storia si ripeterebbe: Nardò accoglierebbe l’umido di numerosi centri salentini. Ricordiamo anche – prosegue – nel periodo in cui fu realizzato l’impianto di Castellino,venne promesso alla cittadinanza un ristoro economico, una sorta di compensazione per l’impatto ambientale che il territorio avrebbe subito. Ma quelle promesse caddero nel vuoto e Nardò è stata beffata due volte: danneggiata dall’inquinamento senza nessuna compensazione economica”.

 

La nuova struttura dovrebbe ospitare un impianto anaerobico di 50-60mila tonnellate, circa le metà del fabbisogno della provincia di Lecce, identificato in 100-110mila tonnellate di umido. La sede prescelta  per la localizzazione dell’impianto dovrebbe essere vicina alla località turistica di Sant’Isidoro.

 

“Per prima cosa sarebbe il caso di pensare  a una collocazione differente. Mi chiedo poi – incalza Casili – perché puntare su impianti anaerobici di grandi dimensioni con produzione di energia, quando possiamo indirizzarci su strutture aerobiche non inquinanti, magari dimezzando la dimensione? Si potrebbero realizzare due impianti da 20mila tonnellate, distribuiti su due località piuttosto che gravare su un unico territorio,  una scelta che comporterà anche difficoltà di conferimento dai comuni della Provincia più distanti. Siamo favorevoli a questo tipo di impiantistica, a patto però che vengano date garanzie adeguate e che si sistemino, una volta per tutte, le criticità ambientali pregresse, come appunto la discarica di Castellino, che per anni ha ricevuto i rifiuti di mezza Provincia. Quindi Emiliano e Mellone, prima di attivarsi su altri progetti ricadenti sul territorio, mettano una volta per tutte in sicurezza la discarica di Castellino e diano garanzie in termini di sicurezza ambientale e sulla certezza dei ristori economici alla popolazione. Sarò in prima fila a difesa dei diritti dei cittadini al fine di assicurare le dovute garanzie in termini ambientali ed economici su questo nuovo impianto”.

Commenti chiusi