BONCURI, AL CAMPO ACCEDONO SOLO I LAVORATORI AGRICOLI La struttura è in funzione e ad oggi accoglie 63 migranti. Positivo avvio della stagione

È partita in maniera positiva la stagione di accoglienza dei lavoratori migranti, ospitati presso la foresteria di Boncuri.

La struttura, allestita nell’estate 2017 a cura e spese della Regione Puglia, è stata smontata al termine della stagione, tenuta in deposito al riparo da intemperie e vandali e completamente rimontata da una ditta incaricata dal Comune il 4 giugno scorso. Una scelta con la quale l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pippi Mellone ha voluto rimarcare la stagionalità del campo ed evitare danneggiamenti ai nuclei abitativi.  In particolare, si tratta di 80 casette con quattro posti letto ciascuna, che possono ospitare quindi sino a 320 lavoratori e che sono servite da containers con bagni e docce. Una struttura momentanea pensata eallestita per prevenire fenomeni di sfruttamento e dumping sociale. Ad occuparsi della gestione del campo quest’anno è la Federazione Regionale Misericordie di Puglia, che ad oggi, a qualche giorno dall’apertura, ospita 63 lavoratori.

Molto rigide le regole di accesso volute dal sindaco Pippi Mellone: solo i lavoratori muniti di contratto nel settore agricolo o coloro che dimostrino di essere lavoratori agricoli in attesa di occupazione possono accedere al campo.

“Non c’è spazio nel campo e nella nostra città per delinquenti, nullafacenti e accattoni. Questo – rimarca il sindaco Pippi Melloneè un provvedimento di antimafia sociale a tutela della dignità dei lavoratori e della città. Tant’è che ho preteso regole rigide per l’accesso al campo e ho contestualmente scritto a Prefettura e forze dell’ordine perché venga profuso il massimo impegno per allontanare da Nardò coloro che stazionano senza titolo. Essere inflessibili è l’unico mezzo per far funzionare questo meccanismo di prevenzione. In questo contesto si inquadra anche il rinnovo della ordinanza anticaldo, che vieta il lavoro agricolo, per italiani e stranieri, nelle ore più calde.

A Nardò, dopo tre decenni di barbarie e politica menefreghista o complice, è finita la pacchia per i caporali. Questa è tornata ad essere una città civile. Ringrazio il presidente Emiliano per aver voluto risolvere definitivamente questa problematica, che finora era stata affrontata con logica emergenziale a tutto vantaggio di sfruttatori e conniventi, e ringrazio il prefetto Palomba che ha coordinato i tavoli tecnici ed istituzionali. Con più ordine conclude Nardò è una città migliore”.

 

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