Stop a parcheggio selvaggio, ecco delineatori, aree sosta e collegamenti. Un intervento complessivo per difendere il parco di Portoselvaggio da comportamenti incivili

Nardò,7 agosto_ Stop agli incivili del parcheggio a Portoselvaggio. L’amministrazione comunale “cancella” definitivamente dalle cartoline del parco le file di automobili parcheggiate ai due lati della carreggiata della strada provinciale n. 286 “Cucchiara”, grazie a un progetto complessivo che prevede il contrasto al parcheggio selvaggio tramite delineatori, la realizzazione di due aree parcheggio e un servizio di mobilità a beneficio degli stessi utenti del parcheggio e dei fruitori del parco. Il problema è antico e non è mai stato risolto: ogni estate strada “Cucchiara” viene presa d’assalto da centinaia di vetture che vengono parcheggiate lungo le carreggiate arrivando a occupare parte delle corsie, con il risultato di creare puntualmente uno scenario particolarmente sgradevole e non in linea con il contesto e di determinare una serie di rischi e di pericoli per mezzi in transito e pedoni.

A seguito di apposita conferenza di servizi e dell’acquisizione dei pareri favorevoli di Regione Puglia, Provincia di Lecce e Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto, nei mesi scorsi il Comune ha definito un progetto esecutivo dell’intervento che è finanziato in parte con circa 33 mila euro del piano della Provincia di Lecce di attuazione per l’Ambiente – Asse II – Linea di intervento “Promozione sul territorio del sistema di conservazione della natura”. L’intervento prevede innanzitutto una efficace azione di contrasto ai parcheggi selvaggi tramite l’apposizione di una serie di delineatori stradali ai margini della s.p. n. 286, la cui tipologia è stata individuata con precisione dalla Provincia di Lecce in sede di conferenza dei servizi (anche in virtù delle prescrizioni del codice della strada). Cioè, nello specifico, “delineatori bianchi con fascia nera posta nella parte superiore, nella quale devono essere inseriti elementi rifrangenti”. Inoltre, è stata realizzata una grande area parcheggio in grado di ospitare 300 automobili che comprende il parcheggio esistente a ridosso della pineta di Portoselvaggio e un’altra area esistente alle spalle della stessa pineta. Il costo per parcheggiare un’intera giornata è assolutamente favorevole, cioè 3 euro. Infine, è stato messo a punto un sistema di mobilità con collegamenti tramite trenino dal parcheggio all’ingresso del parco posto di fronte a Villa Tafuri e tramite minibus elettrici che da Torre Uluzzo portano direttamente alla baia (il costo è incluso nei 3 euro).

Da evidenziare il fatto che l’amministrazione comunale, così come promesso dal sindaco Pippi Mellone in Consiglio comunale pochi giorni fa, ha impiegato come addetti al parcheggio due unità licenziate dalla Mazal Global Solution, la società che ha gestito il servizio di sosta tariffata nel centro urbano di Nardò sino al 2016.

“Basta inciviltà e parcheggi disordinati a Portoselvaggio – annuncia il sindaco Pippi Mellone abbiamo risolto un problema atavico del nostro parco, dove incivili e turisti poco informati lasciavano l’auto in sosta un po’ ovunque. Ci sono i delineatori per impedire fisicamente la sosta, il parcheggio custodito a tariffa sociale, i collegamenti con trenino e minibus elettrico. Un gran lavoro, merito soprattutto della competenza e della tenacia dell’assessore Natalizio. Mettiamo la parola fine all’ennesimo scempio del passato. Con una lieta nota a margine, quella dei due parcheggiatori, che abbiamo ripescato dopo il fallimento del vecchio gestore delle strisce blu in città”.

“La dissuasione tramite la segnaletica, i divieti e le multe degli agenti di Polizia Locale – spiega l’assessore all’Ambiente e ai Parchi Mino Nataliziopurtroppo non è mai bastata. Questa è un’azione complessiva che coniuga efficacia, rispetto del parco e attenzione alle esigenze dei tanti fruitori. Il parco va fruito perché è giusto che sia così, ma va soprattutto rispettato e difeso, spesso da piccoli e superficiali vizietti che purtroppo sono duri a morire”.

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