“L’Odio porta solo violenza”…

Una società liquida che si aggrappa disperatamente ai social per dare corpo alle proprie frustrazioni. Frustrazioni dettate dalla penuria di risposte, in uno scenario plastico istituzionale dove la latitanza di azioni certe sta alimentando mostri.

Uno quadro chiaro, dettato da tempi e modi di chi oggi manifesta la sua idrofobia per i più svariati argomenti senza filtri dettati dalle regole; libero arbitrio in un agorà dove tutto è concesso. Inveire, offendere, istigare tutto ha un denominatore comune: l’odio a prescindere.

Rancore alimentato per fini biechi camuffati da infima e assordante falsità in chi sino a ieri era lontano anni luce da una partecipazione democratica alla vita di una comunità.

Il quotidiano rivolto ad alimentare l’istigazione su menti deboli o allocchi pronti a bere dal sacro Graal del millantatore di turno?

Allocchi utilizzati come piede di porco per forzare contenitori dove rilegare il proprio ego, smisurato?

“L’Odio porta solo violenza” una frase citata non meno di ventiquattrore fa dalla mamma di Noemi Durini, Imma Rizzo , parole che sono entrate nel cuore di chi era presente al funerale della ragazza ma anche in chi come comunicatore ha l’obbligo morale di informare.

Un grido che non deve restare isolato, relegato in quel dimenticatoio mentale a cui siamo, purtroppo, assuefatti.

È necessario  un dialogo, nuovo,pacato dettato da regole condivise da tutti,estremi compresi. Condannare chi o cosa alimenta in modo velato l’odio verso la  carta costituzionale. Indignarsi in chi o cosa impedisce il dialogo democratico. Denunciare chi oggi come domani si erge ad affabulatore del nulla cosmico utilizzando i social per fini personali che nulla hanno da spartire con la parola democrazia partecipata.

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