Nardò e la frazione di Boncore. “Poteri del Sindaco e centri di accoglienza per immigrati”

Il tema dei profughi oramai sembra essere divenuto terreno di scontro/contesa, anche dal punto di vista ideologico, c’è chi segue la linea di pensiero della incondizionata “umana” accoglienza-inclusione e chi inneggia alla paura e rinfocola rancori.  I recenti fatti riportati dai media, dove si racconta: “Dal Veneto al Lazio, dalla Sardegna alla Romagna aumenta l’esasperazione per una gestione folle dell’emergenza che mette a dura prova la gente. E spuntano i primi frutti velenosi: bombe e molotov contro i centri di accoglienza.” sono un segnale di forte esasperazione, le difficoltà ci sono.

I nostri comportamenti quotidiani, il vivere un’etica civile, indurrebbero a pensare in che modo dare il proprio contributo, consapevoli di essere in una situazione che richiede di ripensare al nostro stile di vita.

Non vogliamo arrivare a soluzioni semplicistiche o incivile, ma puntiamo a sollecitare coloro che  amministrano la cosa pubblica, pungolandoli perché la questione degli “SPRAR” si porrà, altrimenti i territori andranno incontro al collasso, su un tema e problematiche sociali che coinvolgono tutte le persone specialmente chi vive in situazioni di disagio o di povertà.

Basterebbe seguire le regole.

Il sistema SPRAR, finanziato con il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, è costituito dalla rete degli enti locali che, anche attraverso il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” finalizzata alla costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-lavorativo.

L’adesione al sistema SPRAR garantisce agli enti locali finanziamenti certi e servizi di supporto e accompagnamento, compresa la formazione degli operatori.

 Essendo l’adesione alla rete SPRAR volontaria, è evidente che in questi casi l’amministrazione comunale deve essere parte attiva nella gestione degli “ospiti” in un rapporto costante e diretto con la Prefettura, ma anche con il territorio, attraverso processi partecipativi che consentano di spiegare ai cittadini  i percorsi che l’ente comune intende percorrere.

 In relazione a quanto sopra, ci poniamo alcuni interrogativi:

La struttura o le strutture che eventualmente ospiteranno queste persone sono in possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza?

“Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ricorda che, per tutte le attività in argomento trovano applicazione le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro previste dal Testo unico sulla sicurezza (D. Leg.vo 81/2008).”

Sul rispetto delle regole urbanistiche e sanitarie, la polizia locale ha pieno titolo ad effettuare controlli ed intervenire in caso di violazione delle stesse, come ha il dovere di fare per qualsiasi immobile collocato sul territorio comunale.

Pertanto, esiste già o verrà pianificato, un “piano di intervento” che consenta alla polizia locale azioni di verifica e controllo delle condizioni sanitarie e eventuali interventi per fronteggiare la presenza di patologie attraverso il coinvolgimento dei Servizi Sanitari?

In relazione alla diversa tipologia di utenza, saranno garantiti loro, i seguenti servizi?

Informazione sulla normativa riguardante l’immigrazione e sui vari iter;

Mediazione linguistico culturale;

Accesso alla scolarizzazione per minori e adulti;

Percorsi di formazione civica e corsi di lingua italiana;

Accompagnamento alle pratiche burocratiche;

Valutazione delle pregresse esperienze lavorative e/o di studio/formazione nel paese d’origine e bilancio di competenze acquisite al fine della predisposizione di percorsi di avviamento al lavoro;

Accompagnamento alla formazione professionale e alla ricerca del lavoro;

Orientamento e accesso ai servizi del territorio.

Saranno garantiti spazi adeguati e riservati nel caso di presenza mista di genere?

La struttura sarà facilmente raggiungibile da servizi di trasporto pubblico al fine di favorire la partecipazione alla vita sociale e l’accesso ai servizi del territorio da parte dei beneficiari?

Una amministrazione che si preoccupa di chi fugge da contesti che riportano a situazioni indicibili, è una amministrazione sensibile ed attenta, ma lo deve essere in eguale misura verso i propri cittadini ed il proprio territorio. Perchè la percezione della sicurezza, in ogni caso, è un aspetto importante della vita nelle nostra comunità. Soprattutto indica quanto siamo riusciti a concretizzare il diritto alla serenità e alla vivibilità della propria città, diritto che le istituzioni devono garantire a tutti.

 

 

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