Noi per nardò: “Istituzione del laboratorio di educazione ambientale”

La cosiddetta e tanto bistrattata “fase 1”

dell’Amministrazione continua, nonostante tutto, a produrre i suoi effetti. Nei giorni scorsi infatti la giunta della “fase 2” ha approvato il programma operativo del progetto: “ il paesaggio come museo: archeologia della fascia costiera ricompresa nel Parco Naturale Regionale di Portoselvaggio – Palude del Capitano predisposto dalla docente di Archeologia
 subacquea dell’Università del Salento, Professoressa Rita Auriemma.In attesa di vedere realizzato qualche progetto importante frutto delle idee della nuova compagine amministrativa, e non semplici riproposizioni del passato, non ci resta che ricordare come il progetto del “paesaggio come museo” era stato approvato ed ammesso a finanziamento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, quando alla guida dell’assessorato all’Ambiente vi era Mino Natalizio.

La stessa Professoressa Auriemma ebbe modo di sottolineare nel luglio scorso, in occasione dell’approvazione dell’idea progettuale da parte della suddetta Fondazione, come grazie all’ottima intesa e alla fattiva collaborazione dell’Assessore Natalizio e dei funzionari dell’ Ufficio Parchi del Comune di Nardò, si sia raggiunto questo importante obiettivo.

Il progetto, sinteticamente, prevede, oltre alle attività di ricerca archeologica sul sito del “Frascone”, peraltro già iniziato un paio di anni fa e che culminerà nella redazione di una carta archeologica gestita attraverso un sistema informativo (GIS), anche interventi di tutela e valorizzazione quali: bonifica del sito; organizzazione di open days sui siti in corso di indagine; ideazione e realizzazione di un video documentario e di una mostra fotografica; ed infine la progettazione e realizzazione di itinerari archeologici – naturalistici nelle aree di scavo e lungo la costa (museo diffuso, eco museo, percorsi attrezzati).

Tutto questo porterà all’istituzione di un “laboratorio permanente di formazione di educazione ambientale e culturale”, in grado di proporre forme innovative di promozione turistica, che abbiano fondamento nelle
 eccellenze naturalistiche, archeologiche e tradizionali presenti nel Parco.

Noi per Nardò

I commenti sono chiusi.