L’Osservatorio sulla città, condivide e plaude

all’iniziativa che vede la necessaria riorganizzazione degli spazi destinati all’impiantistica pubblicitaria. E’ necessario che, comuni estesi ed importanti come quello di Nardò, compiano azioni di controllo e di tutela nonché, di adeguamento strutturale per evitare il proliferare incontrollato di cartellonistica, capace di rappresentare un’evidente “inquinamento visivo”, correggendo, là dove occorra, la regolamentazione e aggiornandola, per esigenze legate alla qualità estetica o impatto ambientale, per adeguarla all’arredo urbano. Sicuramente l’attuale normativa regolamentare dal Comune relativa al Piano Generale degli Impianti Pubblicitari, Pubbliche Affissioni e Insegne di Esercizio è stata ritenuta insufficiente e non adatta a dare la più conveniente attuazione di un servizio che, pur con forti valenze di sviluppo commerciale e di risorse per il Comune, deve coniugarsi obbligatoriamente e sapersi adattare agli  standard urbanistici non invasivi a difesa delle enclavi architettoniche e di sicurezza stradale.

La sensibilità cittadina e la percezione urbana di cui l’ Osservatorio sulla città, è diventato concreto riferimento, sulla base delle sue numerose denunce e propositive visioni di questi ultimi anni,  bene si pone, di fronte all’iniziativa di un nuovo studio resosi necessario anche allo scopo di pervenire ad un sistema organico di pubblicità ed affissioni, che assicuri trasparenza, omogeneità ed eviti l’impatto urbanistico, adeguandosi alle prerogative storico-turistiche ed architettoniche della città. E’ atto dovuto alla città, dunque, una fase di sospensione nella quale i Settori Economico-Finanziario, Urbanistico-Ambiente, Polizia Locale possano ‘comporre’ una rinnovata legislazione che conduca al ripristino di regole certe a difesa dell’ambiente cittadino (regolamentazione attesa da tempo ed ora resasi necessaria).

L’Osservatorio sulla città per una maggiore completezza della regolamentazione auspica che, si attui, quanto prima, un programma per censire, lo stato dei luoghi, da parte di personale tecnico esperto e, a difesa della qualità  abitativa del centro storico, con una documentazione fotografica, la situazione degli obbrobriosi fili elettrici disordinati, delle insegne a bandiera, delle ringhiere di alluminio anodizzato e di infissi, dei canali di scolo delle acque rotti, delle antenne visibili in posti storici di valore, di copri porta ‘alla toscana’ con tegole, di facciate piastrellate o vetrate antiestetiche non adeguate allo stile del luogo, di sostegni per indicazioni stradali senza indicazione, di colori non prescritti dal piano esistente.

Questa documentazione andrà poi riferita cercando di convincere i proprietari, nel tempo, ad adeguarsi alle norme di piano del centro storico, proponendo loro, la migliore soluzione per la loro abitazione, tratta da abachi già preventivamente stilati. Così si ritiene che nel tempo, il centro riviva, secondo regole e abitui gli stessi cittadini ad una maggiore cura del loro paesaggio.

La città ne avrebbe tutto da guadagnare in qualità.

Paolo Marzano
Responsabile dell’Osservatorio sulla città – (Le)

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