Se si riflettesse per un attimo

 che per ogni tubetto di dentifricio si sprecano inutilmente ben 281 litri d’acqua, passerebbe la voglia di lavarsi i denti. Ovviamente la rinuncia al dentifricio non è un’opzione valida (anche perché costerebbe molto di più la fattura del dentista), ma è un esempio di come la consapevolezza delle nostre abitudini quotidiane, e la loro modifica che non comporta particolari sacrifici, possa costituire un piccolo gesto per aiutare l’ambiente. È quello che si prefigge «Chiudi il rubinetto», un progetto di sensibilizzazione al risparmio idrico rivolto al cittadino con l’obiettivo di informarlo sullo spreco di acqua nella vita di tutti i giorni, a partire da quella che viene utilizzata quando ci si lava i denti, progetto lanciato dalla GlaxoSmithKline e che ha ottenuto il patrocinio dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Milano.

IMPRONTA IDRICA – È la quantità d’acqua che viene impiegata per produrre, trasformare, trasportare o smaltire gli oggetti che ci circondano, o per coltivare e allevare ciò che mangiamo. Ecco perché, secondo alcune analisi, l’impronta idrica di un chilo di patate equivale a 250 litri d’acqua, quella di un chilo di carne di manzo a 15.500 litri, un bicchiere di vino a 120 e un chilo di cioccolato a 24 mila litri. Questo per gli alimenti. Per ciò che indossiamo, un paio di jeans equivale a 10.850 litri d’acqua e una maglietta a 2.720 litri.

CONSUMI – In Italia il consumo d’acqua domestico è pari a 250 litri d’acqua al giorno, un dato tra i più alti al mondo secondo Il censimento 2008 delle risorse idriche a uso civile dell’Istat. Mentre sono oltre un miliardo le persone nel mondo che non hanno un regolare e sufficiente accesso all’acqua potabile, secondo il Programma mondiale sull’acqua dell’Onu e anche in Italia si sta accendendo il dibattito sulla privatizzazione della distribuzione dell’acqua potabile. Secondo una recente indagine, per esempio, un milanese su tre beve acqua del rubinetto. Senza parlare degli sprechi dovuti alla rete idrica italiana colabrodo che perde, è stato stimato, un litro su tre. Nonostante questo, nella vita quotidiana possiamo dare il nostro contributo per evitare di sprecarne altra.

Fonte: CdS

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