Dopo un’obbligata quanto necessaria strutturazione

 delle vie di collegamento per le direzioni principali (Taranto, Lecce, direzione litoranea marine neritine o in direzione Gallipoli, S. Maria di Leuca) e avere così, unito, con un’adeguata e sicura rete viaria la città (centro) al vasto territorio circostante, si potrà passare alla fase della riqualificazione e ripristino delle “porte di Nardò”.

 La situazione altamente degradata sia delle porte ‘fisiche’, ma anche e soprattutto delle enclavi che le caratterizzano (enclavi sono gli spazi antistanti e retrostanti le porte che andrebbero preservati ripristinandone arredo illuminazione qualità visiva), è il passo qualitativo che si attende, da tempo. Ricordo che le porte di una città regalano l’aspetto altamente riconoscibile e prettamente civico, oltrechè simbolico anche di ‘benvenuto’ consolidando quell’accoglienza di cui Nardò si fregia. Naturalmente la qualità delle porte d’ingresso promette di far percepire la preziosità del contenuto del centro storico.

 L’abbandono e l’incuria di anni e anni di evidente indifferenza, invece, ha permesso un degrado costante e continuo diventando la regola sottaciuta e diventata superficialmente permissiva, mancante di difensori amministrativi all’altezza di quella competenza, infatti si è verificato  l’addossamento, alle ‘porte’, di liane di fili elettrici, di segnali o indicazioni stradali nuovi oltre a quelli ormai in disuso o mai rispettati, moduli per condizionatori, colorazioni fuori luogo di facciate, inquinando visivamente la lettura delle porte antiche.

Sarebbe auspicabile, perciò, consolidare un piano di posizionamento degli impianti, per le indicazioni pubblicitarie, stradali e la segnaletica che adesso copre quasi completamente le entrate inficiando l’uso funzionale e visivo delle gloriose entrate storiche. Razionalmente andrebbero riqualificate anche le entrate ‘minori’ (su via Zuccaro, via G.B.Tafuri, via Vittoria, via Papalisi, via Spinelli, via Securo , ecc…).


Sono questi dei buoni motivi per pensare ad un altra traccia di un eventuale concorso di idee ampliando contemporaneamente, quella cooperazione quella coprogettazione e la condivisione delle evidenti problematiche urbane che in questa città sono da sempre mancate.
L’indirizzo turistico intrapreso dal territorio, ora, ci obbliga a queste responsabilità.

Paolo Marzano
– Responsabile dell’ “Osservatorio sulla città” – Nardò (Le)
– Responsabile settore ‘cultura e contatti con le associazioni’ di Nuovocorso per Nardò

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