ISPRA: troppe sostanze chimiche disciolte nelle acque italiane

Secondo quanto emerso nell’ultimo rapporto

 intitolato “Monitoraggio Nazionale dei pesticidi nelle acque” e redatto dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), sembrerebbe che quasi la metà degli specchi d’acqua italiani sia contaminata da sostanze nocive, tra cui: erbicidi, fungicidi ed insetticidi. L’equipe di studiosi ha eseguito, tra il 2007 e il 2008, circa 19.201 prelievi da 19 regioni del Bel Paese, monitorando e confrontando i livelli delle sostanze nocive disciolte nelle acque. I risultati non sono affatto incoraggianti: il 48% di quelle superficiali sono contaminate, mentre per quelle sotterranee la percentuale scende a 27%. Gli esperti hanno sottolineato come, in entrambi i casi, si registrino numeri ben al di sopra dei limiti consentiti e come la maggioranza delle sostanze chimiche rintracciate, circa 305 tipologie differenti, siano di provenienza agricola. In particolare la terbutilazina, erbicida impiegato per le coltivazioni del mais, il fungicida carbendazim e gli insetticidi metomil e imidacloprid. Attualmente la ricerca è ancora in fase di sviluppo, dato che non tutti i campioni sono stati analizzati. Alcune regioni e provincie hanno mostrato poco interesse verso la tutela ambientale, ritardando il ritmo dell’indagine e mostrandosi indifferenti verso le possibili conseguenze che l’uso sfrenato di tali composti possa provocare nell’uomo. L’ISPRA, però, si è mostrata intenzionata a terminare l’indagine, in modo da avere un quadro più chiaro della situazione che, per il momento, non sembra essere molto positiva.

 

Fonte: (PRIMAPRESS) 

 

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