Il primo giorno della nuova Juve

Partita ufficialmente la nuova avventura della Juventus.

 Stamattina il “nuovo che avanza” in casa bianconera era al gran completo in quel di Vinovo dove si sono presentati al cospetto della stampa il presidente Andrea Agnelli, il direttore generale dell’area sportiva Giuseppe Marotta e il tecnico Luigi Del Neri, accompagnati dall’ad Jean Claude Blanc. Determinato a riportare la Juve in alto il prima possibile è stato Andrea Agnelli a far da gran cerimoniere introducendo gli ultimi arrivati: «Questo è l’inizio della nuova stagione sportiva. Sappiamo che c’è tanto lavoro davanti a noi», ha esordito il 25esimo presidente juventino, «oggi fanno ufficialmente il loro ingresso in società Beppe Marotta e Gigi Delneri, entrambi non hanno bisogno di presentazioni.

 A Marotta non abbiamo riconosciuto solo la capacità di lavorare sul mercato, ma anche di creare circuiti virtuosi tra la società e lo spogliatoio nei limiti del budget com’è nello stile Juventus, sapendo che la società è anche quotata in borsa. Del Neri invece è l’uomo giusto, un grande allenatore, quello che sarà in grado di portare la Juve là dove le compete». Agnelli non si è voluto addentrare nelle strategie del club, ma si è limitato ad aggiungere: «La Juve ha oltre 100 anni di storia e noi ci dobbiamo rifare a quella. I piani della Juve non verranno discussi in questa sede.

Sappiamo che avremo a disposizione i mezzi per creare una squadra che sia all’altezza della tradizione. Che cos’avrà a disposizione Marotta? Sono riflessioni che abbiamo già cominciato a fare e che porteremo avanti in questi giorni». Da tifoso a presidente in pochi giorni. Per Andrea Agnelli nulla è cambiato, neppure i sogni: «Se si smette di sognare si fa fatica a vivere bene. Sono stati tanti i presidenti della serie A che mi hanno chiamato per farmi i complimenti dopo la nomina, anche Moratti. Siamo cresciuti insieme». Della vecchia gestione è rimasto praticamente il solo Blanc: «Con Marotta si è chiuso un lavoro iniziato un anno fa. Beppe assume il controllo dell’area sportiva con professionalità e competenze, e tra noi ci sarà la massima collaborazione. Abbiamo davanti a noi tante sfide, ma vorrei approfittare per ringraziare la struttura sportiva uscente per quello che ha fatto. Un grazie anche a mister Zaccheroni: il suo lavoro terminerà dopo la tournee in America».

Marotta dovrà setacciare il mercato, ma non si sente di escludere nulla anche se qualche preferenza ce l’ha: «Di preclusioni di partenza non ce ne sono anche se io sono un fautore del made in Italy. Abbiamo dimostrato che siamo competitivi in qualsiasi campo a livello calcistico, di conseguenza l’approccio con un giocatore italiano è molto più facile in termini di relazioni e di ambientamento». Parlando poi del suo nuovo presidente, Andrea Agnelli, il dg ai microfoni ha aggiunto: «È un ragazzo che, al di là della sua giovane età, ha dentro di sè un amore enorme verso la Juventus e quindi credo che il suo ingresso abbia dato nuovi stimoli». Chiaro anche l’obiettivo minimo: «Non si potrà mancare la qualificazione alla Champions League», mentre di Gigi Del Neri e del possibile ritorno al 4-4-2 ha aggiunto: «Non necessariamente si dovrà giocare con il 4-4-2. Del Neri è un allenatore moderno e molto duttile».

 E a proposito di Del Neri, anche per l’allenatore quella di oggi non è stata una giornata qualunque: «Quando si è chiamati a guidare la Juve si è un pò emozionati, ma sicuri di quello che si dovrà fare e affrontare. Il mio impegno sarà quello di riportare la Juve ad essere una squadra compatta e ad ottenere i risultati giusti. Da parte mia e del mio staff ci sarà il massimo impegno e professionalità per far sì, soprattutto, che questa chiamata sia stata quella giusta. Speriamo di poter contribuire a quello che si aspetta da noi la società: una Juventus non solo vincente sul campo ma anche in altre situazioni».

 

 

Fonte: La Stampa

 

 

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