Tempi duri per l’economia e finanze pubbliche mondiali;

i governanti sono  alla ricerca spasmodica di riparare  ai danni di bolle economiche create dalla famigerata “finanza creativa” che tutto ha creato tranne che ricchezza.

Il governo italiano non è da meno degli altri e, nella ricerca delle varie soluzioni,  ed è pervenuto alla decisione di premiare i soliti deficienti di dipendenti pubblici ad avere ancora una volta il merito di “salvare” , loro poveri travets, la situazione ed avere così la palma di “benemeriti cretini” a cui rivolgersi nei momenti di vacche magre. E si, perché da dove prendere le finanze per lasciare intatte le grandi ricchezze? O le grandi rendite?

Il popolo italiano è chiamato in questo frangente molto pericoloso a dare dei consigli, suggerimenti, contributi d’idee a tutti i nostri politici, che, poverini,  oberati come sono da ben altri problemi,  non possono spremersi le menti e trovare soluzioni diverse da quella di bloccare gli stipendi  a chi già, fra una crisi el’altra, non ce la fa proprio più a portare avanti famiglia casa, bollette.

Bene,  ci permettiamo di  dare il nostro piccolo contributo, esaminando alcuni settori dai quali si potrebbero ricavare centinaia di miliardi di euro l’anno, basta fare qualche conticino:

1) –  sprechi e piccole “dimenticanze”

Un mio vecchio amico, parlando di tutti i pubblici uffici e dei pubblici dipendenti,  mi faceva riflettere su quante luci, condizionatori, pompe di calore, stufe elettriche rimangono accese di notte o la dove non ce n’è bisogno (depositi – sgabuzzini – archivi – ecc.). Così dicasi per l’acqua; quanta acqua viene sprecata inutilmente nei vari uffici caserme, ospedali ecc..

Un pubblico dipendente se “inavvertitamente dimentica” nel taschino della giacca una penna, una matita o qualche altro piccolo oggetto alla settimana, quant’è lo spreco considerando i milioni di pubblici dipendenti? Così anche negli ospedali, chi si porta la pilloletta da 0,01 euro, chi la siringa, chi il termometro. Per non parlare delle fotocopie;  chi dei milioni di pubblici dipendenti non ha bisogno di una fotocopia alla settimana? (sono buono!) chi per la schedina, chi per la ricetta, chi per la poesia da passare al collega, chi per il figlio a scuola ecc.!!!

Chi mi legge mi dirà: ma come ti stai preoccupando di queste piccole “accattonaggini” e non parli delle grandi ruberie delle varie cricche? Di quello, fortunatamente, sta parlando la magistratura! Quanti materiali, strutture, mezzi ci sono nelle ex caserme, ospedali completati e non operativi, scuole abbandonate  che potrebbero essere recuperati.

2) – evasione e elusione

Che in Italia ci sia il grossissimo problema dell’evasione, è un dato di fatto assodato e non da poco tempo, ma insieme a questo c’è anche il problema della mancanza di volontà nel volerla combattere in modo incisivo e deciso. Nonostante i nobili sforzi delle nostre Fiamme Gialle che riescono, loro malgrado, a scoprire poco rispetto alle somme stimate che annualmente vengono evase ed eluse (120 miliardi di euro – altro che i 24 necessari per la manovra in atto!).

Non sta a me indicare le metodologie da adottare o i settori che meriterebbero più “attenzione” da parte delle Autorità preposte al controllo, ma veramente non riusciamo a perseguire una persona che, a fronte di una dichiarazione dei redditi miserevole, si può permettere macchine di 70-80 mila euro o un tenore di vita molto elevato? Non riusciamo a perseguire imprenditori e/o titolari di imprese che dichiarano meno dei loro dipendenti? Non riusciamo a perseguire proprietari di terreni, case che, pur in bella evidenza, non risultano appartenere a qualcuno?

Non riusciamo a perseguire gli artigiani (barbieri, parrucchieri, fabbri, muratori, intonacisti, pavimentisti idraulici, imbianchini, elettricisti , impiantisti vari, ecc.) che non rilasciano alcuna fattura, o se proprio sono costretti a farlo dichiarano molto di meno di quello che realmente incassano? I ristoranti e le pizzerie sono piene di questi signori che ormai sono gli unici, del ceto medio, a potersi permettere una serata in pizzeria o al ristorante.

Di chi sono tutte le barche (non le barchette da quattro soldi) che sono ormeggiate nei nostri porti? Mettiamole sotto custodia e poi vediamo chi viene a ritirale o a reclamarle! Passiamo ai professionisti (medici specialisti vari, avvocati, notai) basterebbe vedere quanta gente va a trovarli nei loro studi e moltiplicare per l’importo medio di una loro parcella per conoscere  il loro (anche se approssimato) reddito.

In Italia risultano essere operativi dai 30 ai 50 mila maghi, fattucchieri, indovini, cartomanti e loro simili che incassano annualmente cifre molto elevate, senza pagare un centesimo di tasse; se proprio non li vogliamo arrestare per i reati che compiono nell’esercizio del loro vendere fumo, facciamolo perché non pagano tasse!

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