Sabato 29 maggio è stata una giornata da incorniciare; una di quelle che si ricorderanno a lungo, per alcuni avvenimenti che hanno catalizzato l’attenzione e la partecipazione della nostra comunità. 

 Con una solenne funzione officiata da S.E. Mons. Domenico Caliandro, la chiesa di S. Antonio, stracolma di fedeli e di curiosi, dopo cinque lunghi anni di restauri, è stata restituita, in tutto il suo splendore, ai neretini, al culto, ai turisti ed a coloro che si cibano di arte.

Un lavoro complesso portato a compimento, brillantemente, anche e soprattutto  grazie al grande impegno dell’architetto Giancarlo De Pascalis il quale, oltre alle sue indiscusse qualità professionali, ha dato un’impronta di sapiente gusto dell’arte e del bello che l’arte rappresenta. Per questo vogliamo pubblicamente tributare all’architetto De Pascalis la nostra gratitudine ed il riconoscimento per quel suo particolare mix di passione-amore-impegno che lo contraddistingue nella  sua professione.

Un altro “uomo chiave”  della nostra Nardò è Walter Gabellone che da anni conduce una battaglia per sensibilizzare le istituzione e la pubblica opinione ad una maggiore attenzione verso tutto ciò che attiene alla sicurezza stradale. Ed è grazie al suo impegno e dei suoi preziosi collaboratori che si è potuto organizzare, in una sala del Chiostro dei Carmelitani gremita di gente, una manifestazione che ha avuto come tema la sicurezza stradale, durante la quale sono stati premiati i migliori elaborati eseguiti dagli alunni delle scuole neritine. A dare maggiore spessore all’evento ha contribuito la presenza dell’On. Alfredo Mantovano e del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. Non è neanche mancato qualche accenno di commozione quando si è trattato di enunciare cifre e percentuali di giovani vite stroncate sull’asfalto, facendo, inevitabilmente, riaffiorare  drammi familiari, mai sopiti, vissuti da alcuni dei presenti.

Ma, insieme a queste importanti celebrazioni si è dovuto, purtroppo, registrare ad opera dei tanti cittadini che affollavano le vie del borgo antico, lo stato di totale abbandono in cui versa, oramai da lungo tempo, il centro storico neritino con particolare riguardo a Piazza Sant’Antonio e, soprattutto, al Chiostro di Sant’Antonio, teatro dell’annuale estemporanea di pittura: materiale edile sparso in ogni dove, erbacce rigogliose e altri “complementi d’arredo” non proprio adatti per un sito che meriterebbe ben altra attenzione (come facilmente riscontrabile dalle foto allegate).

Per questo motivo chiediamo l’intervento urgente dell’amministrazione comunale per bonificare il chiostro e avviarne la successiva riqualificazione.
Segue interrogazione in merito.

Salvatore Donadei
    Adriano Muci

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