Pubblichiamo il sùnto dell’articolo di Leda Cesari “Fonte: le figlie contestano il premio al ministro Carfagna”(Quotidiano di Lecce 5 giugno 2010.)

A due giorni della consegna del premio intitolato “Renata Fonte” al ministro Mara Carfagna per la sua legge anti-stolking; Le sorelle Matrangola, figlie della compianta Renata ,scrivono una lettera,indirizzata al presidente dell’associazione Maria Luisa Toto, manifestando il loro rammarico sulle modalità di scelta senza un loro contributo di pensiero sulla valutazione.

“A chi è destinato il “Premio Renata Fonte”, se non a coloro che incarnano i valori per i quali lei ha sacrificato la sua vita?. Valori che ci sembra siano venuti meno giovedì  (3 giugno,ndr) scorso, quando abbiamo assistito  all’assegnazione dell’ambito riconoscimento. I premi erano stati stabiliti senza il nostro consenso, ne eravamo state informate negli ultimi giorni e, addirittura, nel caso di quello della sezione “isituzioni” c’era stato fornito il nome di chi avrebbe ritirato, non di colei alla quale era stato effettivamente tributato. Ci sembra di poter affermare che, esiste qualcuno che possa esprimere un pensiero in merito ad un premio intitolato a nostra madre, quelle siamo noi. Così un suggerimento: “Un comitato di garanzia che esamini annualmente le candidature e assegni il premio, uno solo, non un riconoscimento sbriciolato per accontentare qualcuno ed indispettire qualcun altro”.

Di pare diverso  il pensiero e le “giustificazioni” del contenzioso da parte di Maria Luisa Toto. “ E’  vero, la proposta era di premiare Giancarlo Caselli, ma la moglie del magistrato ha declinato il nostro invito per e-mail di cui conservo copia. Ricordo poi a Sabrina e Viviana, che oggi sono solo le esecutrici degli ordini di “Libera”, che nel 2007 il premio è andato a “Libera” ancora su loro suggerimento; e vorrei non dimenticassero che quando vennero da noi dieci anni fa, chiedendo di aiutarle a ricordare una mamma uccisa e dimenticata, noi eravamo lì. Come quando fu messa in croce perché ottenessero il riconoscimento di vittime della mafia, con tutti i benefici, anche economici, che questo ha comportato, salvo poi saper solo criticare il nostro operato, senza mai contribuire alla nostra attività e al nostro impegno. Sono loro figlie di Renata Fonte, dicono? Beh, io dico, che sono Sabrina e Viviana Matrangola e che con Renata Fonte non centrano nulla”.

 

 

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