L’Avv. Marcello Risi, dell’Ufficio di Presidenza di Legautonomie, è intervenuto al Forum della Pubblica Amministrazione 2010 nel  Convegno “La governance amministrativa degli enti locali: come contemperare le esigenze di managerialità, efficienza e controllo della legalità”. 

L’obiettivo di rendere sempre più efficiente la Pubblica Amministrazione e in particolar modo gli enti locali non può – ha affermato Risi – pregiudicare o comprimere il principio della correttezza e del buon andamento della Pubblica Amministrazione. Tutte le istanze di efficienza e di snellimento dei procedimenti devono, in ogni caso, garantire l’imparzialità, fondamento principale della legalità e del rispetto dei cittadini.
È evidente a tutti che non si tratta di una questione secondaria considerati i fenomeni di ilegalità emergenti e quelli che presumibilmente restano purtroppo sconosciuti perché si innestano in modalità e procedimenti sottratti a forme di efficace controllo.
Complica il quadro l’inesauribile e non più accettabile turbinio di novità legislative che caratterizza l’ordinamento degli enti locali e che da tempo finisce con l’alimentare la confusione e il disorientamento in gran parte degli amministratori.
Non giovano le politiche governative che  sempre più spesso utilizzano il taglio dei trasferimenti agli enti locali nell’ottica del risparmio della spesa pubblica: efficienza, efficacia dell’azione amministrativa e legalità costano.
Eppure il problema riveste importanza sempre crescente e si impone senza ulteriori ritardi il recupero di un profilo di credibilità e severità che in aree della politica e della Pubblica Amministrazione è andato smarrendosi.
Pesa l’assenza di quelle grandi scuole di formazione di politici e amministratori rappresentate dai partiti storici. La lunghissima transizione della politica italiana ha lentamente prosciugato i centri di formazione classici.
Si avverte la necessità di una classe dirigente di politici e burocrati all’altezza dei difficili compiti, anche sul piano morale. Esempi molto virtuosi, che fortunatamente non mancano in diverse realtà del Paese, non possono indurre a trascurare il problema.
E, conseguentemente, ci chiediamo: può una vera democrazia vivere e alimentarsi senza un robusto sistema di partiti?
Un cenno, infine, sui controlli. Quelli interni sembrano meglio garantire risultati di efficienza e legalità, ma molte esperienze segnano risultati inferiori alle attese poiché non mancano, come è noto, situazioni nelle quali la nomina degli organi di controllo (revisori dei conti, nucleo di valutazione, ecc.) è vischiosamente legata a logiche di spartizione delle maggioranze.

 

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