La struttura si chiamerà “STAZIONE ICS” e sorgerà  in un vecchio casello ferroviario.  L’iniziativa è delle Industrie Culturali del Salento. Da questo luogo pieno di fascino e di storia, crocevia di generazioni, partiranno attività e laboratori per bambini, adolescenti, ragazzi, famiglie, adulti e anziani. 

Una vecchia stazione ferroviaria
a rappresentare il luogo di partenza e di transito per una nuova stagione culturale.

E’ di questi giorni l’accordo tra le FERROVIE SUD EST e le Industrie Culturali del Salento per la realizzazione di un Centro Culturale a Nardò. Un progetto per il quale le stesse Ferrovie, d’intesa con la Regione Puglia e il Ministero delle Infrastrutture, hanno inteso siglare un’apposita convenzione per la concessione in uso del vecchio casello ferroviario di via Generale Cantore.

Nel Centro saranno avviate attività culturali rivolte a tutte le fasce d’età, con la possibilità di fruire anche degli spazi esterni dove verrà allestito un parco giochi di ultima generazione.

Un contenitore in grado di ampliare ed offrire nuove opportunità di condivisione sociale, attraverso l’attuazione di un programma di intervento capace di contrastare il fenomeno della disgregazione a tutti i livelli e in particolare di:

• consolidare e dare più organicità agli interventi preesistenti rivolti a bambini e ragazzi, valutando costantemente la loro appropriatezza e adeguatezza;
• attivarsi con forme di partecipazione degli adolescenti alla vita della loro comunità locale;
• incoraggiare sostenere e valorizzare le capacità genitoriali;
• creare le condizioni per istituire un luogo partecipato da giovani, famiglie e anziani;
• promuovere la partecipazione attiva di tutte le persone;
• incoraggiare le esperienze aggregative;
• promuovere la progettualità verso le famiglie;
• evidenziare sul territorio nuovi bisogni e nuove attese delle giovani generazioni, promuovere interventi innovativi che rispondano a tali bisogni e attese;
• creare spazi di socializzazione e per il tempo libero “protetti”;
• offrire spazi gioco per i bambini, con genitori, nonni, ecc., anche con la presenza di operatori di supporto alle funzioni genitoriali;
• fornire luoghi di gioco “guidato”, mirati a favorire la socializzazione, la tolleranza , il rispetto e un rapporto positivo con se stessi e con il mondo circostante;

• offrire spazi e stimoli ad attività di particolare interesse da parte degli adolescenti, per assicurare l’inclusione sociale, le pari opportunità, nonché lo sviluppo di capacità di autogestione degli spazi e delle attività;
• elaborare percorsi sperimentali di formazione ed inserimento lavorativo che assecondino le capacità, la creatività, le positive aspirazioni dei giovani;
• creare luoghi di ascolto immediatamente accessibili, al di fuori dei consueti spazi istituzionali.

 

E’ evidente, come dalle ultime rilevazioni, stiano emergendo dati tutt’altro che rassicuranti su forme di disagio sociale nel nostro Paese e quale sia l’importante ruolo della famiglia, ma anche e soprattutto della scuola, troppo spesso depauperata del suo ruolo educativo, nel contrastare tale fenomeno. In quest’ottica va vista la necessità di accogliere la sempre più crescente richiesta, soprattutto da parte della popolazione giovanile, di istituire spazi, luoghi e attività, da condividere e partecipare e dell’importanza di incoraggiare forme di incontro intergenerazionale, promuovendo una nuova cultura del “benessere sociale” all’interno della  famiglia e nella società civile.

E’ oramai già sperimentata l’incidenza positiva che tali iniziative possono avere nella vita delle persone e delle importanti ricadute in termini di “benessere sociale” e di contrasto verso tutte le forme di disagio e di emarginazione. Per questo le attività del Centro avranno come fondamento essenziale l’esigenza, sempre più diffusa, di ritrovare il tempo libero e di offrire l’opportunità di vivere la quotidianità in maniera più coinvolgente e attenta alle relazioni con gli altri.

Un’occasione di reinserimento nella società che potrà produrre opportunità di grande valore per le famiglie e soprattutto per gli anziani che partecipando potranno ritrovare la voglia di relazionarsi con il mondo, potendosi ancora considerare soggetti attivi e dinamici. Un’occasione anche per i più giovani che avranno altresì l’opportunità di riscoprire il ruolo della famiglia e degli anziani e la loro utilità in una società in continua evoluzione che, purtroppo, dimostra di non saper conoscere e valorizzare gli aspetti positivi e le reciproche virtù che può offrire un confronto intergenerazionale.

Nardò, lì 08 giugno 2010

        Il responsabile del Centro Culturale
          Diego De Razza

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