La questione relativa all’approvazione del nuovo piano commerciale sta tenendo col fiato sospeso tanti piccoli imprenditori commerciali i quali, pur volendo lavorare nella legalità, si trovano impossibilitati a farlo a causa del ridimensionamento dei posteggi lungo il litorale neretino.

 

Insistiamo nel chiedere che quel piano venga ritirato per essere opportunamente riformato, conservando almeno i vecchi posteggi per la vendita di alimenti che non rappresentano a nostro parere alcuno “sfregio” nei confronti del paesaggio e dell’ambiente circostante. Andare infatti a cancellare queste attività o, come nel caso di Santa Maria al Bagno, traferirle al Comparto 53, vorrebbe dire ingolfare quest’ultimo ed occupare anche parte dei parcheggi a servizio dell’area mercatale, danneggiando tutti.

E’ inconcepibile che in un comune che vanta 24 km di costa, molti dei quali adibiti ad area pedonale, non si riesca ad individuare un congruo numero di posteggi da assegnare a coloro i quali ne facciano richiesta. Rappresentiamo l’unica realtà al mondo ad essere così indietro in questo tipo di programmazione e la cosa ancor più grave è che c’è pure chi si rallegra di tutto ciò!

In un periodo di crisi economica profonda, alle prese con una spaventosa disoccupazione giovanile, il Comune di Nardò ridimensiona le occasioni di lavoro, chiude la porta in faccia a coloro che vogliono emergere dall’abusivismo e dall’illegalità, rifiuta le relative entrate fiscali per bearsi di un soporifero “dolce far nulla estivo”.

Sulla questione vogliamo però essere estremamente propositivi: conservando i posteggi esistenti, sul lungomare che va dalle Quattro Colonne a Torre dell’Alto sono presenti diverse “rotonde”, oggi abbandonate al loro destino, che potrebbero essere riconvertite a mini-aree attrezzate per il commercio, dotandole di eleganti chioschetti-bar in legno sul modello di quello presente all’ingresso della Villa Comunale. Previa pubblicazione di un adeguato bando pubblico per l’assegnazione delle stesse aree ai commercianti, l’investimento risulterebbe a costo zero per l’amministrazione comunale, alle prese anch’essa con le ormai tristemente note ristrettezze di bilancio.

Vogliamo lanciare questa proposta, nella speranza che gli uffici e l’assessorato al commercio possano farla propria fin da subito.

Noi per Nardò lavorerà affinché non resti soltanto tale, ma ci impegniamo fin d’ora a farne un nostro punto programmatico da condividere con tutte le altre forze politiche cittadine di buona volontà.

 

NOI PER NARDO’

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