L’estate pugliese si apre all’insegna dell’eccellenza: le nostre coste fanno incetta di vele della «Guida Blu», il catalogo delle spiagge più belle e pulite d’Italia, redatto ogni anno da Legambiente e dal Touring Club italiano. 

Un record, quello raggiunto quest’anno: la Puglia si piazza al secondo posto in classifica, dietro la Sardegna e scavalcando la Toscana, per qualità dell’ambiente e dei servizi ricettivi, con 36 località e 32 spiagge premiate. In testa, a quota cinque vele, i Comuni di Ostuni e Nardò, ri confermati rispetto all’anno scorso, e di Otranto, nel 2009 fermo a quattro vele.

«Ci sono old entries e new entries – dichiara soddisfatta l’assessore al Mediterraneo e al turismo, Silvia Godelli – Le vele blu in Puglia crescono e questo dato ci rende orgogliosi non solo perché è riferito alla balneabilità delle spiagge, ma anche a una visione più ampia che è riferita alla qualità della terra che la circonda. Siamo premiati anche per la qualità del paesaggio, per la sua frui bilità e per la sostenibilità del turismo». Da qui la necessità di avviare quanto prima «un progetto unitario di sviluppo sostenibile che veda i temi del turismo, della cultura e del rapporto con i popoli da riunire sotto un’unica regia».

A fare la differenza, nella valutazione di Guida Blu, sarebbe stata proprio la sostenibilità dei progetti avviati dai Comuni vincitori.
«Ostuni – spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – adibirà la Casa Cantoniera ex Anas ad albergo (non ché a deposito biciclette) per quei cicloturisti che fanno escursioni nel Parco regionale delle dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo. Inoltre, i ciclisti potranno usufruire di percorsi bici-treno», trasportando gratuitamente i loro mezzi sulla base di una convenzione con le Ferrovie dello Stato.
Questo dimostra un’ottica di mobilità lenta e sostenibile. Senza dimenticare il Centro di educazione ambientale, che ospita bacini di acqua dolce per l’allevamento biologico di cefali e anguille, e il festival dell’Ambiente, iniziative svolte sempre nel Parco delle dune.

Anche la porta d’Oriente, Otranto, punta sulla valorizzazione del Parco Otranto-Santa Maria di Leuca Bosco di Tricase, con la creazione di un Centro di educazione ambientale e con l’istituzione di un Osservatorio sugli ecosistemi euromediterranei al Faro di Punta Palascia. Premiato an che lo sforzo per avviare la raccolta differenziata porta a porta, motivo per cui Otranto non aveva ricevuto la Bandiera blu 2010. E nell’ottica di sotenibilità rientra certamente la campagna di sensibilizzazione dei cittadini sulle energie rin novabili «Azzero Co2», nonché l’iter per dotare gli edifici di pannelli fotovoltaici.

Cavallo di battaglia del Comune di Nardò è stato invece puntare, oltre che sulla raccolta differenziata, sull’ampliamento dell’Area marina protetta di Porto Cesareo e sulla maggiore fruibilità del Parco regionale di Porto Selvaggio e Palude del capitano, sulla lotta all’abusivismo edilizio costiero.

 

Fonte: GdM

 

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