Il bello comincia adesso”. Ora che il momento è arrivato, Marcello Lippi non sta più nella pelle. “Non prometto mesi epici va vi assicuro che l’Italia incute timore e rispetto”. Si è appena concluso l’allenamento di rifinitura al Green Point di Città del Capo. L’11 anti-Paraguay è a buon punto, anzi probabilmente è già fatto. 

Nella partitella allo stadio, qualche indicazione c’è stata: nella formazione dei “titolari” Chiellini è tornato a occupare stabilmente la posizione di centrale in difesa. A centrocampo partono favoriti De Rossi e Montolivo (con il viola che resta in ballottaggio con Gattuso). A fare le mezze punte dovrebbero essere Pepe, Marchisio e Iaquinta. A ispirare l’unica punta (più Gilardino che Pazzini). Il vero nodo sono i terzini. Maggio, Criscito, Zambrotta e Bocchetti sono in quattro per due posti. Aspettarsi però da Lippi delle conferme sulla squadra da opporre all’Albirroja è pura fantasia. “Se non avete capito la formazione potete cambiare mestiere – è la sfida-sfottò con cui il ct si rivolge ai giornalisti in conferenza stampa – E comunque non ve la dico. Non l’ho detta neanche ai miei calciatori”.

MARCHIO DI FABBRICA – La parola d’ordine resta: flessibilità. La nazionale che ha in testa il ct è tatticamente elastica, e lo ripete anche stavolta. “Abbiamo lavorato su due o tre moduli – spiega Lippi – e se l’ho fatto non è dipeso dalla mancanza di chiarezza. Ho cercato di coinvolgere tutti i giocatori nel nostro progetto”.

RECUPERO PIRLO – Lo rincuora lo stato di forma di Pirlo, in recupero dopo l’infortunio del 3 giugno. Durante l’allenamento il regista si è esibito in una prolungata corsetta e in qualche tocco di palla. “E’ qui con grande entusiasmo – conferma Lippi – . Io sarei contento se fosse pronto per la terza partita del girone (con la Slovacchia, ndr), dipendesse da lui giocherebbe anche contro la Nuova Zelanda”.

GLI AVVERSARI – Il pensiero va poi al Paraguay. “Vanno attaccati ma con criterio. La prima partita è la più importante ma non è decisiva”. Gli spauracchi si conoscono, Lippi li elenca uno ad uno: “Valdez, Cardozo, Barrios e Santa Cruz, tutti attaccanti bravi”. I sudamericani ostentano sicurezza? Lippi risponde con una citazione: “Il bel tacer non fu mai scritto”.

 
OCCHIO ALL’OLANDA
– Oltre al Brasile e alla Spagna, universalmente indicate come favorite per la vittoria finale, Lippi fa un nome a sorpresa: “Bisogna fare attenzione all’Olanda”. E già che c’è riempie di elogi il collega Capello definito “bravo, vincente”.

GAFFE FIFA – – L’indelicatezza della Fifa di invitare Vieira e di fargli alzare la coppa del mondo alla festa di Soweto lo ho lasciato del tutto indifferente. “Non mi ha fatto alcun effetto. Mi avrebbero dato più fastidio se quella coppa l’avessero vinta i francesi”.

AUGURI DI MATTEOLI – La chiusura è dedicata alla querelle che si trascina da settimane, quella a sfondo politico. Il gelo tra istituzioni e nazionale resta, con qualche eccezione. “Prima di partire per il Sudafrica ho ricevuto un in bocca al lupo dall’alto – confessa Lippi -. Dal toscano Altero Matteoli”. Che è un ministro, e che è meglio di niente. .

 

 

Fonte: CdS

 

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