I dati, ufficializzati dai militari della Guardia di Finanza, sono ineluttabili e fotografano un fenomeno che conferma la difficile crisi in cui versa il sistema economico salentino. Dall’inizio dell’anno ad oggi, a Lecce e provincia, le «fiamme gialle» hanno scoperto ben 425 lavoratori completamente in nero e 86 lavoratori irregolari.  

 L’ultimo blitz è stato eseguito l’altro giorno ad Otranto. I militari della Guardia di Finanza hanno, infatti, setacciato alberghi, bed & breakfast, ristoranti, pub, bar e locali notturni di Otranto, la «perla» del turismo salentino.

IL FENOMENO – A Otranto le «fiamme gialle» hanno individuato sette lavoratori in nero e 25 in situazioni irregolari. Si tratta soprattutto di camerieri stagionali, che lavorano senza contributo e con misere paghe. I titolari di tre attività sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Lecce. Il comparto turistico è il settore maggiormente controllato dalle forze dell’ordine perchè durante l’estate vengono impiegati centinaia di giovani stagionali, molti studenti universitari ed immigrati, la maggior parte dei quali senza alcun contratto di lavoro. Il blitz effettuato ad Otranto ne è la conferma. Nel Salento la crisi economica è irreversibile. I disoccupati sono oltre 150mila, il 50 per cento diplomati e laureati. I cassintegrati sono circa 7mila, oltre 2mila soltanto nel comparto calzaturiero. Percepiscono, anche con sei mesi di ritardo, appena 700 euro al mese. Troppo poco per portare avanti le famiglie. 

E, secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dal colonnello dei carabinieri Maurizio Ferla, nel Salento c’è stato un aumento di furti, rapine e scippi messi a segno da incensurati e disoccupati. Gli operai lavorano nel sommerso anche perchè gli imprenditori preferiscono non pagare tasse e contributi. I militari della Guardia di Finanza hanno anche scoperto decine di decine di casi di evasione fiscale con protagonisti imprenditori, consulenti aziendali, professionisti e commercialisti.

I BRACCIANTI AGRICOLI – Nel frattempo sul Salento sta per abbattersi la piaga dei braccianti agricoli clandestini che lavorano nelle campagne di Nardò per la raccolta delle angurie. Arriveranno quasi 500 extracomunitari, quasi tutti africani. La Flai Cgil già tempo fa aveva lanciato l’allarme. C’è il rischio che i braccianti agricoli clandestini possano lavorare senza contratto e vivere in condizioni di massimo degrado sociale. Gli inquirenti sono già pronti per i controlli. A Nardò la Masseria Boncuori sarà trasformata in un vero e proprio centro di accoglienza.

 

Fonte: CdS

 

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