Emendamenti, il ritorno del condono edilizio “Anche per abusi in aree protette”

La manovra economica del governo potrebbe contenere anche la riapertura del condono edilizio, esteso agli abusi compiuti nelle aree sottoposte a vincoli paesaggistici. A proporlo è un emendamento del Pdl dal titolo esplicito: “emendamento condono edilizio”.

 Primo firmatario il senatore Paolo Tancredi e sottoscritto anche da Cosimo Latronico e Gilberto Pichetto Fratin. Nel testo di prevede che la sanatoria prevista nel decreto 269 del 2003 “si applichi anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2010, in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio” previsto dal decreto legislativo 42 del 2004, previa l’acquisizione dell’autorizzazione prevista dal codice stesso. La richiesta di sanatoria può essere avanzata entro il 31 dicembre 2010 anche se precedenti istanze di condono sono state respinte. Nelle more, si legge ancora nel testo, “sono sospesi tutti i procedimenti sanzionatori amministrativi e penali già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato.

L’emendamento sul “condono edilizio” spicca tra le ben 2550 correzioni alla manovra presentati dai senatori, raccolti in 13 faldoni, come riferisce la Commissione Bilancio di Palazzo Madama, che inizierà a eaminare gli emendamenti da domani pomeriggio. L’approdo nell’Aula del Senato della manovra è previsto per il primo luglio.

Un numero impressionante, 2550 emendamenti, tanto da indurre Pieferdinando Casini a un commento quasi sconsolato. “Questa manovra ormai non ha né padri né madri, visto che ci sono 1200 emendamenti di maggioranza. Ma è indispensabile, ci è imposta dalla Ue ed è una concentrazione di troppe incertezze”. “I tagli che dovevano esserci sono spariti – rileva il leader Udc – e gli impegni che dovevano essere assunti per una tassazione pesante delle speculazioni finanziarie non li troviamo. Noi cercheremo di migliorare questa manovra, perché questo è il compito del legislatore”.

Preoccupazione per le modifiche alla manovra anche da parte del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che avverte: “La manovra nei saldi non deve essere cambiata nè scarnificata perché abbiamo un alto debito pubblico e ne abbiamo bisogno. Ci possono essere alcune piccole modifiche, l’importante è che i tempi non si allunghino e che non cambino i saldi, perché questo sarebbe preso molto male dall’Europa e dai mercati ma soprattutto non servirebbe al Paese”.

Apertura a modifiche, ma senza intaccare i saldi, anche dal ministro degli Interni Roberto Maroni. “Ci sono i tempi e i modi per migliorarla – dice il ministro -. Sul versante della spesa, la si può migliorare evitando i tagli lineari uguali per tutti e quelli che penalizzino chi si è comportato bene. La manovra va calibrata per mantenere la stessa riduzione della spesa pubblica senza mettere sullo stesso piano chi si è comportato bene e chi si è comportato male”.

Dichiarazioni che introducono a un’autentica settimana di passione sul fronte degli scioperi contro la manovra. Venerdì 25 giugno è il giorno dello sciopero generale indetto dalla Cgil, preceduto, come in un conto alla rovescia, da altre proteste. Oggi scioperano i magistrati del Tar, domani i lavoratori del teatro dell’Opera di Roma. Mercoledi 23 toccherà ai sindaci protestare di fronte al Senato contro i tagli agli enti locali. Sempre il 23, le associazioni dei prefetti, dei diplomatici e dei professori universitari hanno convocato un’assemblea pubblica.

La giornata più “difficile” sarà venerdì, con lo sciopero generale indetto dalla Cgil. L’astensione dal lavoro sarà di 4 ore per i lavoratori dei settori privati e dell’intera giornata per quelli pubblici. Previste inoltre manifestazioni regionali e nei territori. Lo sciopero generale dei trasporti prevede per il settore aereo 4 ore di astensione dal lavoro, dalle 10.00 alle 14.00. Per quello ferroviario sempre 4 ore, dalle 14.00 alle 18.00. Tpl 4 ore con modalità territoriali, per il marittimo 4 ore con ritardo della partenza delle navi. In particolare, il personale del trasporto ferroviario si asterrà dal lavoro per 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00, mentre il personale del trasporto pubblico locale si fermerà per 24 ore con modalità territoriali.

 

 

Fonte: LaRepubblica

 

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