Dieci anni dalla scomparsa del curatore delle tarantate “Luigi Stifani”, si inaugura a Nardo’ una prima mostra dei suoi strumenti‏

Lunedì 28 giugno, a partire dalle ore 20.00, in piazza Salandra a Nardò (Le), si terrà il decennale della scomparsa del violinista Luigi Stifani, il musicista tradizionale e terapeuta che più d’ogni altro ci ha permesso di capire i rituali legati al tarantismo salentino, in quanto detentore di quella che, con il grande etnologo Ernesto De Martino, si potrebbe definire “l’ideologia popolare della taranta”.

In un locale prospiciente alla piazza verrà allestita, e aperta al pubblico per la prima volta, una mostra sugli strumenti musicali (quelli utilizzati da Stifani sia nei rituali terapeutici che durante le ricorrenze festose) sui manoscritti, sui documenti fotografici e sonori, oltre che sugli strumenti di lavoro adoperati dal maestro nella sua bottega di barbiere.

La mostra è stata curata dalla neonata associazione “Luigi Stifani”, per volontà del suo presidente, la figlia Giovanna, e dei soci fondatori, il violinista Ruggiero Inchingolo (allievo del maestro Stifani), l’organettista Massimiliano Però ed Antonio Spano.E’ noto che la bottega di Luigi Stifani, dalla fine degli anni ’50, è stata meta di tanti ricercatori e studiosi di varie discipline, tra questi De Martino, che durante le sue ricerche, confluite in seguito nella famosissima monografia etnografica “La Terra del Rimorso”, si fece accompagnare dal maestro Stifani.

Questi gli permise di conoscere quel mondo difficilmente raggiungibile da un intellettuale estraneo. Luigi Stifani di Nardò (1914-2000), barbiere-violinista, ma anche suonatore di chitarra e mandolino, con la sua orchestrina composta da suonatori esperti di rituali di tarantismo (tra cui ricordiamo l’abile suonatrice di tamburello, Tora Marzo) scrive nel suo diario di aver curato molte tarantate con il suo violino, annotando sulla sua rubrica tutti i casi di tarantismo, 29 dal 1928 al 1972, e inventando, inoltre, un suo sistema di notazione musicale fatto di sillabe e numeri, unico nel suo genere.Alle ore 21, dopo alcune testimonianze di elogio al maestro, degli studiosi e ricercatori, Luigi Chiriatti (Editore Kurumuny) e Maurizio Nocera (Antropologo, Università del Salento), verrà proiettata la prima parte del film documentario “Latrodectus” di Jeremie Basset e Irene Gurrado (già proiettato all’Università VIII di Parigi e che ha ricevuto gli applausi entusiasti del pubblico).

 Nel film, oltre alle immagini filmate dalla troupe di De Martino, si ascolteranno le interviste rilasciate dallo storico Gino Dimitri, dall’emerito ricercatore George Lapassade, oltre a quelle di Giovanna Stifani, testimone diretta del ricco patrimonio di conoscenze sul tarantismo tramandate dal padre, e Ruggiero Inchingolo (etnomusicologo), autore di pubblicazioni sul maestro Stifani, che illustra nel documentario la funzione degli strumenti all’interno dei rituali.Subito dopo, alle ore 21.30, per rendere omaggio al maestro Gigi, si riunirà sul palco una formazione di musicisti noti nel mondo della musica tradizionale salentina, in particolare di quella neretina (di Nardò).

 Sarà eseguito il repertorio dei canti e delle pizziche suonate dal maestro quando era in vita. Questi i nomi dei musicisti: Massimiliano Però, Giancarlo Paglialunga, Dario Muci, Alan My, Giulio Bianco e Ruggiero. Durante il concerto saranno ben accolti quei suonatori “spontanei” che arriveranno con i loro strumenti per omaggiare il maestro. Ruggiero Inchingolo.

 Per informazioni: Giovanna Stifani, 3342232217 – Ruggiero Inchingolo, 0883.597833, inchingolo.r@libero.it

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