Una presa d’atto importante quella del vicesindaco Salvatore De Vitis

Affidiamo alla penna di Paolo Marzano la replica sulle “annotazioni” del vicesindaco Salvatore DeVitis rese pubbliche tramite il suo blog

 (http://salvatoredevitis.wordpress.com/2010/07/13/la-fatica-di-amministrare-vogliamo-“decollare”-non-basta-“galleggiare”/), (n.d.r).

La consapevolezza di una fase (spero trascorsa) sconsiderata e amministrativamente inconcludente su diversi fronti e dalla gestione lenta, farraginosa, stancante che personalmente, penso abbia corroso, la sensibilità dei cittadini (visto il degrado compositivo edilizio premeditato e colpevole come il mancato rispetto per la città) pone, ora, questioni importanti da affrontare. 

Quella del vicesindaco deve essere letta come ammissione, a conferma della ‘nebbiosa’ realtà che Nardò ha vissuto fin adesso. Però, credo sia arrivato il momento opportuno per elaborare una progettualità responsabile e finalmente una strategia LUNGIMIRANTE. Dietro la lungimiranza c’è competenza, sensibilità, ricerca, responsabilità, decisone, obiettivi chiari e condivisi, insomma buona amministrazione.

Siamo obbligati, di fronte alle domande che Nardò ci formula ogni giorno da vent’anni a questa parte, di prendere, prima di tutto coscienza del fallimento civile, sociale, culturale, politico delle generazioni prima della nostra (40 enni) su tutti i fronti.

Per cui non ci rimane che sobbarcarci, l’enorme responsabilità e tentare di ‘produrre futuro’. Lasciamo perdere le ECCELLENZE, Nardò, d’altronde, le ha sempre evidenziate senza l’aiuto confusionario di qualcuno, e partiamo dai punti deboli del nostro comune, solo allora comprenderemo quale strada c’è ancora da percorrere, stabilendo fondamentali REGOLE.

Un plauso rivolgo agli storici locali (neritini) che hanno resistito al sopruso dell’indifferenza e dell’inerzia di questi ‘autistici’ e ‘muti’ anni, rimanendo custodi pazienti e cauti sempre discreti lavoratori illuminati dalla flebile fiammella della storia, hanno continuato imperterriti a produrre ed a tessere ricucendo il ‘tempo’.

Ora però sorge una generazione nuova, alla quale appare chiara ed evidente la grande potenzialità, fin’ora latente del territorio, ma sarà ardua l’impresa di stabilire le REGOLE che proietteranno Nardò nel futuro. Auspico che si apra al più presto una nuova fase di ‘grande ascolto’ e discussione sulle problematiche della città con convegni e dibattiti aperti; che vengano riempiti spazi, che vengano invase pacificamente piazze e slarghi, che i vuoti, quindi, come ho sempre sostenuto, vengano riempiti di senso e della ‘nostra’ storia.

 Le discussioni dei problemi all’aperto possono essere utili alle procedure attuative del PUG predisponendo la collettività alla condivisione (fase difficilissima alla luce del terremoto civile e sociale lasciatoci in eredità da assurde e cieche politiche amministrative).

E’ il momento dunque di stabilire le regole chiare ferme condivise per un futuro migliore.La nuova generazione chiede spazio per le idee e penso proprio che abbia la competenza per farlo. 

 P.S. (Sui collegamenti viari si combatterà la sfida dello sviluppo di Nardò, sicurezza, buona praticabilità, qualità delle segnalazioni)  Paolo Marzano Responsabile dell’ “Osservatorio sulla città” -Nardò (Le)Componente del Direttivo di Nuovocorso per Nardò con delega alla Cultura e al contatto con le associazioniComponente fondatore della redazione della rivista L’Ora di Nardò, nonchè articolista e art director 

http://xoomer.virgilio.it/arch.paoladarpino/Architettura/osservatoriosullacitta.htm

 

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