Ore 11, Bala Morghab, ovest dell’Afghanistan. Una pattuglia di militari italiani e’ impegnata in un’attivita’ operativa al fianco della forze di sicurezza afgane, quando all’improvviso viene presa di mira da un numero imprecisato di ‘insorti’. Ne segue un cruento scontro a fuoco: tre feriti tra gli alpini, tra cui uno in condizioni particolarmente gravi.

 E’ l’ennesimo attacco in una delle zone piu’ calde di tutto l’Afghanistan, la stessa dove due mesi fa due soldati morirono saltando su un ordigno e dove i militari italiani vivono, letteralmente, in trincea. Scarni i particolari sull’attacco, che alla fine si e’ trasformato in un vero e proprio combattimento. Il ministro della Difesa La Russa ha parlato di una ”attivita’ di supporto all’Ana, l’esercito afgano” e di uno ”scontro a fuoco avviato da talebani”. Riguardo agli alpini coinvolti, La Russa ha detto che uno e’ rimasto ferito ”in maniera molto seria”, anche se non e’ in pericolo di vita: ha riportato lesioni di arma da fuoco a un polmone e a una spalla; le condizioni del secondo (ferito all’inguine) ”non sono invece particolarmente gravi”, mentre il terzo e’ stato ferito ”in modo lieve”.

 I due alpini in condizioni meno preoccupanti sono stati medicati nella base avanzata italiana Columbus, a Bala Murghab, e domani rientreranno in Italia con un volo dell’Aeronautica, mentre il piu’ grave – un ufficiale, di cui non e’ stato reso noto il nome – e’ stato trasferito in elicottero ad Herat, il quartier generale italiano. Ma anche l’elicottero e’ stato preso di mira dai talebani: il velivolo ha riportato ”lievi danni’, che pero’ hanno comportato una sosta intermedia in una base spagnola. L’alpino e’ stato poi ricoverato nell’ospedale militare di Camp Arena, ad Herat, e poi trasferito in quello della grande base Usa di Bagram, dove sara’ sottoposto ad un primo intervento: quindi verra’ rimpatriato. Il nuovo combattimento fa dire al ministro La Russa che Bala Murghab (dove lo scorso 17 maggio vennero uccisi Massimiliano Ramadu’ e Luigi Pascazio) ”e’ diventata un’area molta pericolosa, forse anche perche’ prima non c’eravamo.

 E’ la zona che io presumo sia percorsa dai talebani che vengono sospinti verso nord dall’azione condotta a sud dai militari americani e inglesi”. Secondo il ministro si tratta di una vera e propria ”via di fuga”, dove i militari italiani hanno ora ”una presenza importante” e dunque ”il pericolo di conflitti a fuoco e’ piu’ frequente e evidente”. Un pericolo, comunque, che non risparmia neppure Herat, il capoluogo della regione ovest e tradizionalmente una delle citta’ piu’ sicure del Paese. Stamani, infatti, un attentatore suicida ha fatto esplodere l’auto a bordo della quale si trovava, nei pressi dell’ingresso sud della grande base del contingente italiano, mentre passava un mezzo della polizia afgana. Tre agenti sono rimasti feriti.

 Ma non e’ tutto. Ieri, nella provincia di Farah, a sud della regione affidata al controllo degli alpini della Taurinense, un blitz delle forze afgane e Nato in un campo di addestramento di ‘insorti’ a Bala Baluk ha portato all’uccisione di un capo talebano, Mullah Akhtar, e di diversi ribelli. Anche in questo caso la battaglia e’ stata cruenta e gli aerei da caccia della coalizione sono dovuti intervenire con i loro cannoni. Sentimenti di vicinanza e auguri di pronta guarigione ai militari feriti a Bala Murghab sono stati espressi dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, dai vertici istituzionali, dal Governo e dalle forze politiche di entrambi gli schieramenti.

 Ma il Pd ribadisce ”la necessita’ di adeguare le condizioni di operativita’ dei nostri militari ai crescenti rischi”, mentre l’Idv sottolinea che ”e’ davvero arrivata l’ora di rivedere il ruolo della nostra missione”. Secondo il ministro degli Esteri Frattini, ”l’Afghanistan deve avviarsi ad una fase nella quale il governo afghano riprenda pienamente nelle sue mani sicurezza, sviluppo e difesa”, mentre il leader del Pd Bersani da New York afferma che ”gli americani si aspettano che anche l’Italia dica la sua sull’Afghanistan”.

Arriveranno nel pomeriggio a Roma, per essere ricoverati al Celio, due dei tre militari feriti ieri nello scontro a fuoco in Afghanistan, mentre il terzo e’ in corso di trasferimento verso Ramstein, in Germania, dove arrivera’ intorno a mezzogiorno, per essere ricoverato nell’ospedale della base americana che si trova nella citta’ tedesca. Lo rendono noto il comando del contingente italiano ad Herat.

Il militare ferito piu’ gravemente – con lesioni a una spalla e a un polmone – era stato trasferito ieri sera all’ospedale militare americano di Bagram, dove era giunto intorno a mezzanotte e mezzo, ora locale. Gli specialisti che lo hanno preso in cura ne hanno pero’ deciso l’ulteriore trasferimento ”quale soluzione piu’ rapida ed opportuna – spiegano da Herat – per la stabilizzazione delle sue condizioni sanitarie”: l’ufficiale e’ stato dunque imbarcato intorno alle 5 del mattino su un volo speciale della Nato alla volta della base americana di Ramstein.

Un velivolo del 31/o stormo di Ciampino dell’Aeronautica Militare, un Falcon 900, e’ attualmente in viaggio per Herat per il rimpatrio degli altri due militari feriti, ricoverati all’ospedale da campo spagnolo di Herat.

 

 

Fonte: Ansa

 

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