In data 28.7.2010 il coordinamento cittadino del PD si è riunito per discutere  del piano di rientro predisposto dalla Regione Puglia che comporta una riorganizzazione della sanità su tutto il territorio regionale.

E’ stata presa in considerazione la situazione attinente al territorio della ASL di Lecce ed in particolare a quanto previsto per l’ospedale di Nardo’ che a parere concorde di tutti i partecipanti  risulta fortemente penalizzato da tale riorganizzazione, a tal punto da sembrare essere il preludio alla definitiva soppressione di tutto .

Il PD di Nardò si chiede:
– su quali servizi potranno fare affidamento i reparti restanti se il laboratorio analisi verrà smembrato, il servizio di Cardiologia ed il servizio di anestesiologia non verranno potenziati
– a che cosa servirà la Risonanza Magnetica, se mancheranno gli elementi basilari di assistenza e vi sarà una migrazione presso altri ospedali dei pazienti.
Come cittadini di Nardo’ e dirigenti di partito non si può accettare  passivamente che venga perpetrato questo scempio ai danni di un ospedale che vanta, oltre ad una buona tradizione, una moderna struttura risultato di recenti interventi sia nei reparti che nelle sale operatorie.

Il PD è conscio della necessità, dettata da problemi economici, di apportare delle modifiche all’attuale assetto sanitario territoriale, ma non si comprende il perché debba essere ancora una volta Nardo’ a dover pagare il prezzo più alto rispetto a quanto succederà nelle realtà sanitarie limitrofe che non verranno per nulla penalizzate, anzi, in alcuni casi, verranno potenziati proprio utilizzando personale e tecnologie provenienti dal ridimensionamento del nostro ospedale.

Il PD chiede:
– che l’ospedale di Nardo’ conservi la dignità di Ospedale a tutti gli effetti dove l’utente che vi si rivolge possa trovare una risposta completa ai suoi bisogni di salute, inserito a pieno titolo nel contesto sanitario territoriale e non come panchina di riserva per le altre strutture ospedaliere che se ne servano all’occorrenza.
– che l’ospedale di Nardo’ riacquisti la propria autonomia gestionale

Se la Regione vuole dare una impronta di tipo “medico” all’ospedale di Nardò,  a scapito del settore chirurgico(che secondo il PD non deve essere ulteriormente ridimensionato perché già di fatto lo è)
si devono creare le condizioni affinchè l’ospedale diventi polo di attrazione per le specialità mediche ed a ciò si potrà giungere attraverso un vero potenziamento dei servizi di Cardiologia e di Anestesia con presenza H/24 di questi specialisti; dovrà essere data autonomia gestionale al laboratorio di analisi, dovranno essere  potenziate le divisioni di Medicina e Geriatria con personale specialistico (nefrologo, neurologo, cardiologo) al fine di poter garantire una migliore assistenza, anche specialistica,  all’interno di questi reparti.

Si chiede,infine, conto del tanto sbandierato, ma mai attuato,  potenziamento dei servizi territoriali che potrebbe determinare una inversione di tendenza e ridurre la necessità di ricorso al ricovero ospedaliero nel momento in cui le domande di salute  troveranno risposta a domicilio o sul territorio; è solo così che si potrà attuare una vera politica di risparmio.

 

Il Direttivo Cittadino

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