Abbiamo avuto notizia attraverso organi di stampa e voci di corridoio dell’imminente attuazione del piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera e abbiamo intravisto in tale manovra una palese volontà di ridimensionare ulteriormente l’Ospedale di Nardò con l’inevitabile prospettiva di farlo scomparire del tutto. 

 

Sentiamo pertanto il dovere ed il diritto, come operatori tecnici di tale struttura, di esprimere il nostro parere in merito a scelte, che se dovessero essere confermate, vedrebbero il nosocomio neritino vittima di una inspiegabile e assurda logica di lenta agonia per autospegnimento: in definitiva, per non avere il coraggio politico di eliminarlo lo si sta mettendo nelle condizioni di autoeliminarsi facendo magari ricadere le colpe di ciò sugli operatori. E’ un provvedimento che non possiamo accettare passivamente, essendo noi stessi vittime delle scelte politiche sin qui operate senza la minima attenzione alle effettive necessità della popolazione.

Riteniamo che scelte importanti, quali quelle che riguardano la salute dei cittadini, non possano essere dettate, così come è stato fino ad oggi, da deleterie opportunità politiche, ma debbano scaturire dalla volontà politica di offrire servizi sanitari che siano al massimo dell’efficienza, guardando alla strutturazione territoriale e alle necessità dell’utenza,evitando di creare strutture che anziché garantire salute possano rappresentare un minaccioso pericolo per la salute stessa dei cittadini.

Riteniamo che la salute pubblica sia una problema di estrema importanza e che debba essere affrontato, a tutti i livelli, con la necessaria serenità, scrollandosi di dosso le logiche campanilistiche e le tanto abiette spartizioni politiche. La salute pubblica non si sparisce!

Ed è con questi sentimenti, avendo come obiettivo la salute dei cittadini e al di là di ogni futile e banale campanilismo, che sentiamo la necessità di formulare una proposta di riorganizzazione dell’Ospedale di Nardò, nell’ottica degli obiettivi dell’Assessorato Regionale alle Politiche Sanitarie, al fine di realizzare una struttura in grado di offrire garanzie sia agli utenti (per quanto riguarda la salute) sia agli operatori (per quanto riguarda aspetti di carattere legale).

Premettiamo preliminarmente che non è assolutamente condivisibile l’intenzione di fare dell’Ospedale di Nardò un “polo medico”, cioè una struttura di ricovero e cura monocompetente con le Unità Operative di Medicina, Geriatria e Lungodegenza. Una soluzione che non rispetta i canoni della moderna medicina, secondo cui, già da diversi lustri, gli ospedali monocompetenti si sono dimostrati fallimentari considerata la necessità, sempre più frequente, di un approccio al paziente multidisciplinare con il coinvolgimento di diverse professionalità mediche sia del settore internistico che di quello chirurgico.

Riteniamo quindi che l’Ospedale di Nardò debba essere riorganizzato nel modo seguente per poter assicurare una adeguata risposta alle necessità mediche dell’interland neretino sia per quanto riguarda le emergenze sanitarie sia per i ricoveri in regime ordinario :
1. Mantenimento delle UU. OO. di Chirurgia ed Ortopedia con presenza di guardia attiva chirurgica H24.
2. Potenziamento del Pronto Soccorso.
3. Presenza di guardia attiva anestesiologica H24
4. Mantenimento dell’U.O. di Cardiologia con presenza di guardia attiva cardiologica H24
5. Mantenimento dell’U.O.C. di Gariatria
6. Riorganizzazione dell’U.O.C. di Medicina prevedendo UU.OO.SS. di Pneumologia, Neurologia, Cardiologia sub intensiva (con due posti letto), oltre alle già esistenti UU.OO.SS. di D.H. Oncologico, Lungodegenza, Ospedalizzazione Domiciliare e Diabetologia con guardia medica interdivisionale.
7. Potenziamento dei Servizi di diagnostica: Radiologia, Laboratorio di Analisi, Endoscopia.
8. Istituzione di un sevizio di riabilitazione neuro-motoria
9. Mantenimento dell’ambulatorio di Ginecologia

 

                                                               

Dichiarazione del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Fracella

 
“Chi ricopre incarichi dirigenziali di elevata importanza dovrebbe far ricorso alla prudenza istituzionale e non rilasciare dichiarazioni che sollevano dubbi e perplessità su come fino ad ora e’ stata malamente gestita la presenza ospedaliera nell’ASL di Lecce. Che il dott. Sanapo intenda potenziare Copertino e’ risaputo, come risaputo, ci sembra di comprendere, e’ il suo intendimento di penalizzare ancora una volta Nardo’.
E’ chiaro che in questa fase non lo riteniamo interlocutore utile per definire la situazione dell’Ospedale S. Giuseppe – Sambiasi di Nardo’, che nonostante tutti i suoi “sforzi” rimane presidio sanitario fortemente utilizzato dalla popolazione neretina e non solo.
Come Presidente del Consiglio Comunale non posso quindi che stigmatizzare le dichiarazioni rilasciate dal Dott. Sanapo, oltretutto poco opportune in attesa di nuovi giri di “valzer” delle figure apicali.”     

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