Recuperiamo tutto il “Waterfront” (frontemare)

Il fallimento sociale civile e urbano di una generazione incapace di ammettere le proprie responsabilità, mostra il suo aspetto totalmente indifferente, di fronte all’evidenza dei fatti.

L’assurdo tentativo di ‘rinnovarsi’, mostrando maschere nuove non coincide poi, col cambiamento delle strategie adottate, per cui ricade fisiologicamente nello stesso ‘modus operandi’ che ne sottolinea l’inconsistenza, l’incompetenza la mala gestione della cosa pubblica.

Basta guardarsi intorno e chiedersi se questo è, in effetti, il paesaggio che meritiamo nel 2010. Il declino urbano del nostro grande comune è diventato un’emergenza nazionale e la grande pubblicità fatta al territorio, rischia di non mantenere la promessa.

L’ “Osservatorio sulla città” è nato per riattivare quella, sopita, coscienza civica, avendo come obiettivo la promozione della conoscenza delle trasformazioni in corso e per avvicinare i cittadini alle sedi delle decisioni pubbliche che riguardano direttamente il loro destino comune .

L’aspetto conoscitivo e prettamente ‘culturale’ che l’ ‘Osservatorio sulla città’ riconosce come vero e proprio “ecosistema”, cerca di aprire spazi alternativi di relazione sul territorio, proponendo luoghi d’incontro diversificati e ricercando strumenti importanti per l’educazione alla bellezza del territorio.

Ben vengano, dunque le idee e la sperimentazione progettuale come la difesa riqualificatrice dello storico “parco pinocchio”, ma è essenziale che il progetto faccia parte di una visione generale di intervento del nostro frontemare di 24 km.

Dove l’arredo urbano coincida per tutta la costa e i particolari delle strutture ‘effimere’ possano essere trattati con la stessa tecnologia nella loro flessibile varietà. Identità nella ‘variazione’, quindi, di idee e progetti. D’altronde la scarna e isolata soluzione progettuale, pubblicata deve saper prendere forza dall’intervento enorme inserito nella vera ristrutturazione, PRIMA DELLA VISIONE DEL MARE E POI DELLA SUA GESTIONE, visibile dalla terra ferma.

Da anni l’OSSERVATORIO sulla città di Nardò, ha difeso l’uso delle acque, delle sorgenti, ha denunciato la costa cementificata, gli ingressi al mare inaccessibili, la mancanza di giochi per bambini, si è posto contro le barriere architettoniche, si mosso a favore per l’attuazione di programmi e per la costruzione stagionale di piattaforme sul litorale (secondo gli standards), capaci di far arrivare facilmente al mare gli stessi cittadini e turisti. Forse occorre spiegare prima agli abitanti quali preziosi tesori possediamo e poi aprire alla loro gestione.

Ho timore che già agli amministratori, dai risultati di venti anni, è un dato di fatto, la situazione è sconosciuta.Avete mai sentito parlare di “waterfront”? E’ la maniera inglese per definire il ‘fronte mare’. Nardò ne potrebbe possedere alcuni dei più invidiabili. E sapete a che proposito è diventata famosa la definizione di questo luogo, nei progetti contemporanei che si stanno realizzando in tutto il mondo?  Naturalmente per le svariate riqualificazioni in atto, tutte riferite alla maggiore attrazione turistica che si può recuperare da territori fortunati come quello di Nardò.

Già le qualità e le potenzialità di questo magnifico luogo, ancora oggi, rimangono sconosciute agli stessi amministratori che mancano di una delle componenti fondamental per questo momento di trasformazione del territorio: la competenza, la creatività, la progettualità.  Napoli, Ravenna, Savona, Salerno, Trieste, Venezia e ancora in embrione, ma con tanto entusiasmo anche Brindisi.

E’, perciò, obbligatorio, prima o poi, prevedere tra i progetti e inserirla nelle opere future da realizzare la ri-progettazione del “waterfront” neritino, per una riqualificazione seria responsabile e mai come in questo momento possibile.  Per quale motivo?

La desolazione della lunga costa neritina dovrebbe prevedere degli spazi di sosta, di ristoro e di servizio per i turisti. La nostra zona, infatti, avendo previsto la sua natura elettiva d’indirizzo culturale-turistico, ha bisogno di questi interventi.  A cosa serve questa previsione? Perché, altrimenti, per esempio, coloro che arriveranno quest’estate, in questi luoghi (e se ne prevedono veramente tanti), magari anche per visitare il nostro mare, se non dovessero trovare dei punti di riferimento dove fermarsi, per godere del panorama o del paesaggio, saranno costretti a trovare dei luoghi casuali d’emergenza in cui fermarsi per consumare veloci spuntini, contribuendo alla congestione stradale, degradando piccole parti di strada e di percorso magari dalle caratteristiche naturali importanti, così contribuendo alla dispersione di potenziali ricavi economici.

Sarebbe opportuno, per le zone di riprovata qualità paesaggistica, come la nostra, che le amministrazioni si facessero carico di scegliere alcuni gruppi di esperti, con il compito di creare delle opportunità di recupero di qualità panoramiche e di ‘enclave’ paesaggistiche per un maggiore controllo e difesa del territorio.

Per fare questo si deve avere una forte dose di cultura urbana-architettonica (assente in questo momento dalle nostre parti). Ritengo fondamentale, dunque, sottolineare la distanza concettuale tra questi due argomenti che qui, ho riportato, quali la necessaria riqualificazione del nostro “waterfront” che Nardò, meriterebbe si affrontasse e la situazione di precarietà della sicurezza nei percorsi e dei collegamenti strardali dei cittadini di Nardò con il loro MARE.

Auspico come sempre lungimiranza e competenza; queste ritengo siano e saranno le parole d’ordine insieme alla cultura creativa per le future scelte progettuali.

Per un maggior approfondimento dei nostri lettori e amministratori:

http://www.edilportale.com/edilnews/Npopup.asp?IDDOC=8237 http://www.archiportale.com/news/schedanews.asp?idDoc=10987&iDCat=30 http://www.archiportale.com/news/schedanews.asp?idDoc=10648&iDCat=37 http://www.archiportale.com/news/schedanews.asp?idDoc=10580&iDCat=3 http://www.archiportale.com/news/schedanews.asp?idDoc=10359&iDCat=32

Paolo Marzano responsabile dell’Osservatorio sulla città , Nardò (Le)

nota dell’autore:Appassionato studioso della trasformazione della città e della sua continua mutazione, Paolo Marzano studia ricerca e analizza i fenomeni d’ibridazione compositiva e progettuale del paesaggio metropolitano, nell’ambito dello sviluppo delle nuove tecnologie applicate all’urbano. Ha pubblicato diversi lavori di ricerca collaborando con riviste specializzate nel settore architettonico storico-critico.

http://xoomer.virgilio.it/arch.paoladarpino/Architettura/osservatoriosullacitta.htm

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