Sulla questione interviene il Presidente del Consiglio Comunale di Porto Cesareo, Avv. Eugenio Sambati, il quale sottolinea ancora una volta la lacunosità e parzialità dell’istruttoria ministeriale svolta, che non ha tenuto in debito conto gli interessi socio – economici coinvolti nell’intera vicenda,

 arrivando addirittura a non tenere in nessuna considerazione la volontà contraria all’ampliamento espressa dall’intero consiglio comunale di Porto Cesareo. Speriamo – aggiunge – che nella fase giudiziaria si possa finalmente valutare in maniera compiuta l’intero iter istruttorio posto in essere dal Ministero dell’Ambiente, eliminando eventuali anomalie o errate considerazioni di carattere ambientale, sociale ed economico, verificatesi durante il suo svolgimento.

 A tal proposito voglio solo aggiungere che appare quanto mai contraddittorio il comportamento del comune di Nardò , fregiatosi per diversi anni addirittura delle cinque vele di Legambiente, che se da un lato chiede l’allargamento dell’Amp verso Porto Selvaggio, dall’altro nella propria delibera di consiglio comunale n. 11 del 2/2/2010, chiede deroghe e permessi per poter realizzare nel medesimo specchio di mare o in aree immediatamente limitrofe un porto turistico e per consentire la balneazione in piena zona A, il tutto si badi bene si andrebbe ad aggiungere alle enormi strutture turistico ricettive già autorizzate o in corso di autorizzazione a terra.

 Ebbene, a mio giudizio, questo tipo di condotta, a dir poco strabica, contrasta in maniera evidente con quelli che sono gli obiettivi e le specificità proprie di un Area Marina Protetta e comporta ancor più ambiguità in una questione che già di per sé sin dall’inizio è stata caratterizzata da notevole confusione e contraddittorietà. All’assessore Barbanente, infine, chiediamo di sostenere il comune di Porto Cesareo in questo delicato momento del suo sviluppo economico, vigilando e verificando la correttezza e fondatezza dell’istruttoria seguita dal ministero dell’Ambiente, e contribuendo così a non vanificare quel percorso di risanamento e valorizzazione ambientale, avviato dal Comune di Porto Cesareo anche con il contributo della Regione Puglia. Percorso, quest’ultimo, che purtroppo rischia di essere vanificato da ingiuste e furbesche operazioni di mero marketing territoriale che di ambientale hanno ben poco.

 

 

Fonte: Sudnwes

 

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