E ora, sindaco, dopo le tue dimissioni facci conoscere la verità, stavolta senza paraventi politici, sulle motivazioni che hanno portato all’ennesima crisi. Anche quest’anno provocata, così in passato, dai soliti noti.

Certo, di anno in anno cambiano le ragioni: dall’idea diversa di gestione del parco (che in questi mesi tutti hanno avuto modo di apprezzare……), alla situazione economico finanziaria ormai al collasso.
La domanda che ci poniamo, e con noi la maggior parte dei cittadini di Nardò, è : l’asse PD – Io Sud, o meglio De Vitis – Maglio – Losavio (i soliti noti) che hanno allegramente gestito la fase due, quella che per intenderci ha portato all’odierna situazione e di cui oggi con la faccia tosta che li contraddistingue chiedono conto al sindaco, si stanno preparando a nuove elezioni cercando di addossare le colpe del disastro in cui versa Nardò al primo cittadino?
Oppure intendono alzare il prezzo, costringendoti a calpestare orgoglio e dignità pur di non andare a casa, concedendo loro i pochi tasselli rimasti sotto l’egida altrui come l’assessorato al bilancio, in modo da poter gestire il gestibile, arrivando così  all’appuntamento con il voto con “il limone spremuto” e poi chi vivrà vedrà……….?
Comunque vada, caro Antonio, il fatto certo è che l’approssimarsi della fine del tuo terzo mandato è apparsa chiara quando, sovvertendo la volontà popolare, hai mandato all’opposizione un pezzo importante della coalizione che ti ha sostenuto e che nel corso degli anni si era dimostrata fedele con i fatti e non a parole. Questo per fare da sponda a chi oggi è pronto a colpirti alle spalle.
Ecco perchè, prima di scegliere le alleanze è bene pensare alla storia politica di ciascuno e non solo affidarsi ai simboli dei partiti. Se tu avessi pensato alla “storia” di quelli nelle cui mani hai messo la città probabilmente avresti scelto strade diverse. Ora è tardi, è tardi per la città che grazie a questi signori si trova sull’orlo di un baratro, ma quello di far conoscere la verità è un debito che hai nei confrotni di una città che ti ha eletto sindaco per ben tre volte. E De Vitis, intanto, anche dopo l’ennesima “cazzata” svelata da Noi per Nardò, quella dei fondi persi per la riqualificazione delle zone industriali, continua a tacere (ed è l’unica cosa giusta che fa).

Noi per Nardò

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