Mentre Edimburgo si gode gli ultimi preziosi giorni di sole estivo e migliaia di turisti invadono le sue strade per il Fringe, Alexander McCall Smith torna a seguire le avventure degli inquilini del 44 di Scotland Street.

Tra una seduta dallo psicanalista, il corso di italiano e un’ora di yoga, il piccolo e talentuoso Bertie sogna di andarsene di casa per giocare a rugby e guardare i treni alla stazione, ma si ritrova alla scuola steineriana con la solita salopette color fragola; sua madre Irene scopre suo malgrado di nascondere una rabbiosa anima conservatrice dietro la facciata politicamente corretta, mentre grazie a un corso di autostima il padre Stuart trova il coraggio di far valere le ragioni dei maschi di famiglia e trascina il figlio in un’avventurosa partita a carte con un gangster di Glasgow.

 Intanto, al piano superiore, Pat trascorre il secondo anno sabbatico all’inseguimento del vero amore e viene invitata a un improbabile raduno nudista; il suo vanitoso compagno d’appartamento Bruce, dopo aver perso lavoro e fidanzata, si reinventa mercante di vini e, sull’altro lato del pianerottolo, Domenica, saggia ed estroversa antropologa, rivendica a gran voce il diritto di osservare il mondo che la circonda e di esprimere la propria opinione su quello che vede.

Alexander McCall Smith, nato e cresciuto in Africa, è professore di diritto presso l’Università di Edimburgo ed è stato vicepresidente della commissione per la genetica della Gran Bretagna. Prima di dedicarsi alla narrativa, ha scritto molti libri di altro genere. E’ autore della serie di Precious Ramotswe – e della sua Ladies’ Detective Agency N.1 – e della serie della detective per caso Isabel Dalhousie.

 

Il termine «Vaticano» evoca immediatamente l’immagine dell’immensa piazza antistante la basilica di San Pietro e

il monumentale colonnato che l’abbraccia. Tra i fedeli cattolici evoca anche la finestra da cui il papa benedice la folla festante. Ma il Vaticano è molto di più. Stato di diritto tra i più piccoli al mondo, minuscola città dentro la vasta città di Roma, di cui ha condiviso le vicissitudini e di cui costituisce «l’altra faccia», ha una lunghissima storia, ricca di chiaroscuri e di personaggi più o meno limpidi.

E insieme a incredibili tesori artistici, custodisce nei suoi palazzi molti segreti legati a vicende antiche, recenti e contemporanee. Dopo aver raccontato i «segreti» di varie metropoli – Parigi, New York, Londra e Roma – Corrado Augias rivolge ora la sua attenzione a quelli, quasi impenetrabili e gelosamente serbati, della Santa Sede. Anche qui le pietre parlano, ma più rivelatrici ancora sono le storie di coloro che, nel corso dei secoli, hanno abitato questi palazzi. Si inizia con Nerone e i primi cristiani sullo sfondo della Roma imperiale per passare poi a Costantino: la sua famosa e apocrifa donazione al papa ha per secoli rappresentato l’atto di nascita del potere temporale della Chiesa. La galleria dei personaggi è ricchissima. Oltre a templari, gesuiti, inquisitori e membri della potente Opus Dei, ci sono, naturalmente, i papi: dall’umile Celestino V all¿arrogante Bonifacio VIII, dal discusso Pio XII al mite ma «rivoluzionario» Giovanni Paolo I.

 E con loro gli artisti, ingaggiati per testimoniare, più che la gloria del Creatore, quella del committente: da Bernini e Borromini, rivali e diversi in tutto, al Michelangelo della Cappella Sistina e di San Pietro. Non mancano figure più pittoresche: Marozia, concubina papale, forse all’origine della leggenda medievale della «papessa» Giovanna; la sua «collega» del Seicento, Olimpia Pamphili, sprezzantemente chiamata dal popolino la «Pimpaccia»; e l’irrequieta e anticonformista regina Cristina, luterana, che lasciò il trono di Svezia per trasferirsi a Roma, alla quale molto si perdonò perché la sua conversione al cattolicesimo sembrava rappresentare una vittoria della Controriforma.

 Fra le storie più recenti, Augias ricostruisce quella del vicecaporale della guardia svizzera Cédric Tornay, accusato del duplice assassinio del colonnello Alois Estermann e di sua moglie Gladys Meza Romero e morto «suicida»; quella della misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi, svanita nel nulla nel giugno 1983; quella dello scandalo Ior, con le sue connessioni internazionali e l’inquietante scia di morti. Un tratto sembra legare, agli occhi dell’autore, tutte queste vicende, le più antiche e le più recenti: la commistione fra cielo e terra, fra spiritualità e potere temporale, e il prezzo altissimo che la Chiesa cattolica, unica religione fattasi Stato, ha pagato e paga nel tentativo di conciliare due realtà difficilmente compatibili.

Corrado Augias, scrittore e giornalista, è autore di numerosi libri e di programmi televisivi. La sua serie di «racconti sulle città» – I segreti di Parigi (1996), I segreti di New York (2000), I segreti di Londra (2003), I segreti di Roma (2005) -, tutti editi da Mondadori, ha avuto numerose ristampe e traduzioni. Sempre da Mondadori, ha pubblicato Leggere (2007); con Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù (2006), con Remo Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo (2008) e con Vito Mancuso Disputa su Dio e dintorni (2009), saggi che hanno ottenuto un grande successo di pubblico.

 Rodolfo non crede a chi dice che l’adolescenza è spensieratezza e leggerezza. Diciotto anni possono essere tantissimi, abbastanza anche per provare nostalgia. E mentre tutto attorno corre all’impazzata, amicizie, amori, gelosie, paure, lui si piega su se stesso e si rifugia in quel tempo felice in cui il suo mondo era ancora magicamente intatto. Quando le persone che amava si amavano, “il suo papà forte come Maciste, che apre i vasetti di olive al primo colpo, e la sua mamma più bella di Miss Italia, che porta ancora i cerchietti con il fiocco di quando aveva sedici anni.

Si vogliono bene, è bello”. Quando si era felici tutti insieme, e poi tutti insieme tristi durante le notti magiche di Italia ’90, con Baggio, Schillaci e Caniggia, “il calciatore più brutto del mondo”. Quando la sera al mare si usciva e tutti sembravano più belli e luminosi, col gelato nella mano e il maglione sulle spalle. Il tempo mitico in cui Rodolfo aveva i capelli di quel biondo inspiegabile, “quel giallo splendente che lo abbandonerà presto, scurirà come fanno le banane quando rimangono troppo nel portafrutta e bisogna buttarle”.

 È un esordio che fa un gran piacere leggere, questo di Simone Marcuzzi, giovane ingegnere friulano. Fa piacere leggere la sua scrittura fresca eppure misurata e la sua capacità di rendere vividi e condivisi i ricordi e le emozioni. Per anni i giovani hanno chiesto di fermare il mondo perché volevano scendere. Rodolfo non pretende così tanto. Vorrei star fermo mentre il mondo va cantano i Baustelle. Questo è quello che vorrebbe lui, semplicemente. E forse è il timbro di una generazione.

 

 

 

 

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