“La Paura fa riaprire il dialogo tra sordi”

La situazione politico-amministrativa che si è venuta a creare all’indomani delle dimissioni del sindaco Antonio Vaglio ha del paradossale e, se possibile, va peggiorando di giorno in giorno.

 Stiamo assistendo a continui scambi di accuse fra i partiti mentre il sindaco, principale artefice dei problemi, va via da Nardò, probabilmente cosciente del fatto che la sua presenza potrebbe solo esasperare gli animi. Le diatribe tra Sdi, Pd, Io Sud e Nardò Insieme, con l’interessamento attivo di qualche vecchia gloria, sono il sintomo che la maggioranza raccogliticcia venuta fuori da varie crisi e crisette è giunta ormai al capolinea. Anche se qualcosa, va detto, può far riaprire il dialogo tra sordi: la paura.

 Si sta puntualmente verificando quello che i revisori dei conti prima e le forze politiche di opposizione poi, sono andati dicendo lo scorso anno quando, pur di non dover dare loro ragione, la maggioranza ha speso soldi pubblici per far sostenere a più consulenti quello che volevano farsi sentir dire: una pietosa bugia.

I problemi c’erano tutti ed oggi stanno emergendo. Chi sarà chiamato a pagare i disastri prodotti da questa amministrazione? E soprattutto i signori consiglieri di maggioranza sono veramente convinti che tutto possa finire a tarallucci e vino?

Ed ora il Sindaco ci viene anche a raccontare che con una maggioranza coesa basterebbero pochi giorni a sistemare tutto, forse dimenticando che non sono bastati sette lunghi anni per sistemare Nardò. Ora, con lo spauracchio della Corte dei Conti qualche abile mente politica sta cercando di richiamare la maggioranza al “senso del dovere”.

 Costoro, però, tacciono colpevolmente il fatto che anche eventualmente sanare le criticità evidenziate dal Consiglio di Stato non significherebbe evitare i problemi che, invece, continueranno ad emergere nella loro piena gravità quando ad esprimersi sarà chiamata la procura della Corte dei Conti a cui i revisori dei conti hanno inviato nei mesi scorsi la documentazione.

Solo uno scatto di orgoglio da parte di chi, all’interno della maggioranza, ha a cuore le sorti della Città e non la propria poltrona potrebbe consentire di decretare la fine di uno stillicidio che andando avanti sulla strada tracciata in questi anni non potrà che portare la città ad un coma sempre più profondo.

 Mino Frasca

 

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