La maturità di un’Amministrazione si giudica dalla capacità di imparare dai propri errori, ma questa non sembra una prerogativa di Vaglio e compagni.

 Dalla riunione di maggioranza a cui hanno partecipato sia il Segretario Generale, che il Dirigente del Settore Economico Finanziario con una “comparsata” del Collegio dei Revisori, volutamente marginalizzati, è emerso il nuovo bubbone dei debiti fuori bilancio che anche quest’anno sembra assestarsi su 2 milioni di euro. La novità stavolta sembra essere rappresentata da una nuova ed avvenieristica genesi degli stessi debiti fuori bilancio. Mentre il 50% segue le vie tradizionali la restante somma nasce senza l’intervento apparente di giunta, consiglio o dirigenti, cioè dal nulla.

La morale rimane immutata, anche quest’anno i Signori Consiglieri Comunali, per il bene della città, o secondo noi, per conservare la poltrona, visti i risultati conseguiti finora, saranno chiamati ad alzare la manina per approvare debiti fuori bilancio, e conseguente ricognizione degli equilibri, senza conoscere né la genesi degli stessi né la ricaduta che tali spese hanno, eventualmente avuto, sul territorio. Ci poniamo un dubbio, ma se il patto di stabilità non consente di spendere un centesimo, non è che tutti questi debiti fuori bilancio ed altri non ulteriormente definibili, rappresentino una sorta di bilancio parallelo dell’Ente?

Anche quest’anno, ci rivolgiamo ai consiglieri invitandoli alla massima prudenza e ad una effettiva analisi della documentazione che verrà loro sottoposta (speriamo stavolta nei termini legge!), e siamo sicuri che il nuovo Collegio dei Revisori sarà altrettanto puntuale e super partes come quello che lo ha preceduto. In ogni caso riteniamo auspicabile che questa maggioranza prenda atto del proprio fallimento e lasci l’amministrazione nelle mani di un Commissario invece di fare ricorso nuovamente a consulenti profumatamente pagati per tentare di giustificare il proprio operato.

In particolare vogliamo porre l’attenzione sulla questione dei debiti fuori bilancio e gli altri non determinabili nella loro genesi, in quanto non vorremmo che con i soliti artifici contabili a cui siamo già abituati, i 2 milioni si riducano vertiginosamente per poi magicamente, travestiti da “dimenticanza”, riapparire l’anno prossimo o chissà quando, come già avvenuto per gli anni precedenti per i quali la Corte dei Conti ha chiesto numi.

Noi per Nardò

 

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