A sei mesi dalla mia decisione di candidarmi a Sindaco di questa città, avverto l’esigenza di tracciare, per la seconda volta, un bilancio che possa valere da spunto di riflessione per chi crede nellamia scelta e anche per quelli che non la condividono.

 Continuo a vivere questa città sempre più da vicino, cogliendo degli ulterio riaspetti, sia positivi che negativi. In quanto ai primi, posso affermare, senza ombra di dubbio, che la città continua ad esprimere uomini e donne che, attraverso un percorso del tutto personale,continuano a distinguersi fuori dai propri confini.

Gli aspetti negativi sono nient’altro che una maggiore consapevolezza del danno che la totale mancanza di una politica culturale e sociale ha provocato in gran parte della società neretina. Le maldicenze, la rassegnazione, l’inciviltà e la depressione regnano sovrane. Il consumo di psicofarmaci, in città, ha raggiunto livelli di guardia. Il principio di decoro della città, anche da parte dei cittadini, è totalmente assente.

 Gli spazi di aggregazione praticamente inesistenti. In tutto ciò, la macchina amministrativa annaspa da tempo. Che cosa può fare, quindi, la politica per tirare la città fuori da questa situazione di grave allarme?

 Può fare tutto. Se cifosse. Una Giunta comunale, composta da professionisti che abbiano dato prova delle proprie capacità, potrebbe contribuire a ricreare uno spirito di comunità ormai del tutto assente. Lavoro in questa direzione da tempo, ormai.

Non mi rassegno. Mi riferiscono di voci chemi vorrebbero “povero disgraziato”, notizia che confermo, visto che il mio reddito è vicino a quello di un operaio, oppure “menestrello”,voce che non nego, avendo studiato la musica e suonando, grazie alcielo, diversi strumenti.

 Ho incontrato amici che stimo, nella speranza di coinvolgerli in questa che io definisco “resistenza”contro un sistema di tipo mafioso dilagante che a ridotto la città ad un cumulo di macerie, materiali ed intellettuali.

 Uomini e donne miei coetanei (a chi mi ritenesse troppo giovane, faccio notare che sonopiù “vecchio” del Ministro Alfano di ben sei anni), in bilico tra la speranza e la rassegnazione. Ho pensato a loro come Assessori. Facendo i loro nomi alla gente che ho incontro, ho sentito delle assurdità che ho prontamente smentito.

omissis…

Una città in cui non c’è nessuno disposto a parlar bene di qualcun altro. In cui sembra impossibile poterammettere che xxxxxxxxx-omissis – abbiano fatto tutto quanto siastato nelle proprie possibilita, per far crescere la città,sacrificando la propria attività professionale e la famiglia. E questaè la verità. A scanso di equivoci, solo alcuni degli amici incontratimi hanno dato una totale disponibilità.

Altri, ed è il caso di ,xxxxxxxx omissis riflettono su quanto sta accadendo e faranno le proprie scelte. Ad onor del vero, ed è questo che mi dà tutta l’energia e la forza che sento, gran parte della società neretina apprezza il mio lavoro, disincantato e disinteressato, per il bene della città, così come apprezza le capacità umane e professionali degli amici appena citati.

 Continuo il mio percorso che è,inanzitutto, personale. Di infinita e passionale ricerca interiore.D’altra parte, metto tu me stesso per strada, alla ricerca serena per risolvere le centinaia di problemi che affliggono una città splendida,ma triste, come Nardò.

 Ad ottobre inizieranno i corsi universitari.Avrò degli studenti di Scienze della comunicazione che mi affiancheranno per analizzare da vicino i miei modi di comunicare la politica in questa porzione del mondo che è il nord-ovest salentino.Li porterò con me ovunque. Perché non c’è strategia, non c’è inganno;tutto è e sarà trasparente. Li porterò con me quando tornerò a convincere gli amici che stimo a credere in questa pacifica rivoluzione.

 Li porterò con me quando, da candidato Sindaco,incontrerò i Sindaci dei Comuni limitrofi per proporre e valutare possibili sinergie. La vera politica è fatta da persone vere. Agli altri, ancora sconosciuti, candidati Sindaci, ma questo vale per chiunque, dico da subito che mentire vorrà significare perdere ogni speranza di avere la mia stima. Per quel conta.

 Il resto lo lascio alla coscienza di ciascuno di voi, dove per coscienza intendo consapevolezza e ricerca della verità. Infine, a chi mi parla di programma, piuttosto che proporre cartelle e cartelle di buone intenzioni (nessuno si è accorto che non vi era diferenza tra iprogrmmi degli ultimi candidati Sindaci?), ribadisco il concetto chela necessità primaria è quella di costruire le fondamenta di una comunità smarrita da tempo.

 Il programma, quello vero, verrà nei prossimi mesi. Sarà collegiale e basato su reali competenze (con i candidati Assessori che crederanno nei “Cento passi”).

Buona rivoluzione. Soprattutto dentro di voi.

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