Tragico fenomeno nel Salento strage di centauri

Estate da dimenticare per i centauri leccesi. Venti morti sulle due ruote in meno di nove mesi. Una media da brivido: più di due al mese.

 Due virgola tre per la precisione, dal momento che settembre è solo a poco più della metà. Ieri mattina la ventesima vittima di questa strage, che almeno nel Leccese, non è eguali. Neppure nel ricordo dei più anziani.

Diego Perrone, 34 anni, piastrellista di Monteroni, ieri mattina era salito in sella alla sua moto di grossa cilindrata, per raggiungere Leverano, dov’era atteso da un fornitore. C’era il sole, e percorrere su due ruote i dieci chilometri che separano i due paesi, doveva valerne proprio la pena. E comunque sempre meglio che chiuso in un’auto. Poco fuori Monteroni, però, la morte era in agguato. Un camioncino stava svoltando a sinistra in una stradina di campagna, ma il centauro non l’ha visto. E così, quando con una semplice accelerata ha superato due auto, se l’è trovato davanti. Non deve aver fatto in tempo neppure a frenare, e si è schiantato. Sulla ruota posteriore destra.

Mezzo metro più avanti, e moto e furgone si sarebbero soltanto sfiorati. E invece, Diego Perrone è stato sbalzato dal sellone, ed è ricaduto in campagna, battendo il capo sulla nuda terra. Tempestivi i soccorritori del 118 dell’ospedale di Copertino, allertati dagli automobilisti di passaggio. Lo sfortunato piastrellista è stato rianimato sul posto ma non è servito. E’ spirato mentre gli amici, già informati della tragedia, si disperavano.

In moto, il 34enne che nel tempo libero si adoperava per la protezione civile (era appena rientrato dall’Abr uzzo), ci sapeva andare. E non era neppure uno spericolato. Ma con una moto come la sua, è facile farsi prendere la mano. E quando non è la mano a prenderti, è la velocità insita nello stesso mezz o. Ieri il piastrellista stava raggiungendo Leverano per lavoro.

Era da solo, non doveva arrivare ad un orario preciso, tanto meno doveva fare una gara. E allora? E allora, a una moto come la sua, basta dare appena gas, e la velocità c’è tutta. Ma basta un ostacolo, ed è tragedia. Proprio come è accaduto ieri mattina. Un sorpasso come tanti, ma anche un ostacolo imprevisto.

«Non dovrebbero più vendere moto veloci», ha sbottato un amico dell’ennesima vittima delle ruote. Che possa davvero bastare solo questo per evitare tanti morti, addirittura un elenco di venti nella solo provincia leccese in meno di nove mesi? Forse sì, forse no. Ma una cosa è certa. La velocità è colpevole di almeno la metà di queste morti. Basti pensare, che su venti, sei si sono schiantati in solitario, e cioè senza aver impattato con un’auto.

 

Fonte: GdM

 

 

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