Intervista a Paolo Marzano curatore della collettiva d’arte contemporanea nell’ambito dell’Ecologico International Film Festival 2010, giunto alla sua III edizione a Nardò.

“S_Cultura Sostenibile” un nome dalle accezioni incontrovertibili e soprattutto fondamentali per la nostra epoca.
– Mi fa piacere che L’Oraweb, ad un anno esatto dall’ultima intervista, abbia pensato di seguire il ricco programma realizzato con la III edizione dell’EIFF. E’ stata un’esperienza interessante e del tutto sperimentale, quella che ho pensato per il 2010 inerente, la collettiva ‘nomade’, titolata “S_Cultura Sostenibile”. La mostra è stata progettata nell’ambito dell’Ecologico International Film Festival di Nardò, ormai una realtà riconosciuta nel mondo.

 L’idea della collettiva, ha ‘viaggiato’ per il Salento in alcune delle sue 5 sedi storiche, Galatone, Copertino, Acaya, Ostuni, Nardò. Poi, l’incredibile energia del direttore Roberto Quarta, sostenuto da uno staff infaticabile, ha condotto un programma di divulgazione delle problematiche ambientali contestualizzate ed elaborate in film (corto, medio e lungo metraggi), che riguardavano criticità ambientali, sociali e paesaggistiche del territorio. La mia è stata una collettiva d’arte, letteralmente ‘in transito’ verso luoghi storici esistenti (castelli, palazzi signorili) appartenenti al nostro paesaggio. L’interesse è stato tanto e tanta la curiosità.
Una volta conclusosi L’EIFF, i risultati sono stati all’altezza delle premesse o dei programmi da voi stabiliti?
– Certamente, ma in queste cose esiste quella componente imponderabile che, nel nostro caso, ha aggiunto idee e altri modi di comunicare inattesi, generati dalla pratica attività d’intervento a contatto delle emergenze del territorio. E’ chiaro, poi, che la teoria e i programmi, una volta realizzati, generano un valore aggiunto derivato dalle relazioni inaspettate fra la gente e gli spazi che rendono preziosa l’esperienza sul campo. Per questo, ora, siamo più ricchi di idee. Esistono realtà nel Salento interessanti e tutte stupendamente pronte a condividere scambi di esperienze e nuove relazioni per futuri successi. Ma questo lo si comprende, solo lavorando sodo e noi lo abbiamo fatto instancabilmente per tre anni. Un processo di miglioramento continuo, dunque, a favore di una maggiore interpretazione, di questa terra.

C’è stato un momento in cui avete sentito che in questo circuito, da voi realizzato, si concretizzava pian piano un approccio nuovo al territorio?
– Si’, e anche diversi. L’appoggio della Regione Puglia e l’entusiasmo della Provincia di Lecce, ci hanno gratificato. Provo a ricordare quali punti abbiamo ‘toccato’, sicuramente suscettibili di variazioni, ma capaci di alimentare per il futuro, le nostre scelte che, fino a questo punto, si sono rivelate sensibili, oculate e lungimiranti;

1) L’innesco realizzato tra l’Istituto di Nanotecnolgie di Lecce e la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano produrrà altre ricerche studi e nuove installazioni fatte da studenti nel periodo estivo.
2) Il comune di Vernole (Le) ci offre degli spazi nel castello di Acaya, meravigliosi per l’anno prossimo dove mostrare queste installazioni (quindi la divulgazioni della tecnologia applicata all’ambiente).
3) I due fatti correlati, pensi un po’, ne hanno prodotto un altro importantissimo; dopo aver notato il lavoro continuo e quotidiano dei gruppi di studenti dell’Accademia, nelle meravigliose sale del castello, abbiamo dunque pensato di strutturare l’EIFF, dandogli forma concreta; una residenza estiva per studenti che arrivano da altre sedi, con progetti di creazioni e installazioni, contribuendo a sperimentare percorsi e mostre per la divulgazione delle complessità naturali a difesa del valore paesaggistico. Geniale l’idea di un castello trasformato per alcuni giorni in un laboratorio ‘storico’, dove creatività, fantasia scienza e tecnologia espongono i loro prodotti creati e assemblati sul posto.
4) lo stimolo per un circuito indotto, nel creare canali d’interesse per l’uso  della tecnologia legata all’ambiente e dunque alla qualità del territorio.
5) storia + ambiente + tecnologia un mix di cui con roberto ci sentiamo padri e iniziatori perché, ora già realizzato, in embrione, ad Acaya; dal potenziale creativo importantissimo. Una strada per il nostro territorio che solo così può percepire maggiormente la sua, sempre esistita, eccellenza.

Dunque, diciamo che è il vostro progetto potrebbe essere una delle strade da percorrere, per lo sviluppo futuro, di questo territorio?
– Vede, ci deve essere della predisposizione in questo lavoro. Essendo un appassionato studioso della critica architettonica, avendo approfondito per passione e professione determinate caratteristiche fisiologiche e filosofiche della questione legata alla trasformazione delle città, conseguente all’uso delle tecnologie inserite nell’ambito urbano, sono giunto ad una conclusione. La nostra terra, per sua vocazione, è fondamentalmente già organizzata, sta a noi, quindi, guardare con occhi diversi e predisposti a recepire i messaggi, già esistenti. Ma attenzione! E’ tutta questione di approccio, questo è fondamentale. Infatti, deve essere assolutamente ‘multidisciplinare’, per meglio recepirne la complessità e dunque la loro preziosità.

 Fin adesso è mancata la volontà e forse anche la sensibilità, per cui si è proceduto a tentoni perdendo tanto tempo. Per farla breve, quando dieci anni fa parlavo della teoria delle “Architetture sottili”, indicavo proprio questo; solo l’informazione ‘ambientale’ supportata dalla tecnologia può svelare i reconditi messaggi della città e del suo paesaggio. La natura, continuamente, trasmette le sue ‘istruzioni per l’uso’, su diverse frequenze, basta porsi in risonanza con le diverse gamme di trasmissione, per svelarne, quella che oggi ho, poi, definito, “la bellezza, a Km 0”. E’ un processo macchinoso, ma in premio c’è la nostra migliore esistenza, quindi, ne vale sempre la pena.

C’è stato un momento, in cui, è apparsa chiara l’importanza della vostra iniziativa?
– Beh, i momenti, sono stati tanti, per esempio, vedere concretizzato il concept di “S_Cultura Sostenibile”, con il suo carico di accezioni divulgative a difesa dell’ambiente e del ri-ciclo di vita, dei materiali. Se invece vogliamo sintetizzare i tre momenti, in cui, ho personalmente sentito concretizzarsi la sensazione di  ‘progresso’ che, teoricamente avevo intuìto e di cui avevo  scritto e parlato da anni, sono stati; il primo, l’incontro in teleconferenza tra Giuseppe Gigli dell’ NNL (Istituto di Nanotecnologie di Lecce) con Paolo Atzori della NABA di Milano (Nuova Accademia di Belle Arti). Un vero ‘innesco’ organizzato alla perfezione, tra componenti creative, tecnologiche e scientifiche d’altissimo livello mondiale,  di cui con Roberto ci prendiamo la paternità.

 Un altro momento è stato quando l’installazione dei ragazzi del NABA di Milano, nelle scuderie della fortezza di Acaya, una volta messa in funzione, ha proiettato la sua luce blu nel torrione interno del castello. Quella è stata per me, la conclusione di una ‘performance’ inerente la mia ricerca, di illuminare metaforicamente tutto un paesaggio storico di una luce nuova, un approccio critico-intellettuale, che da quell’istante ha inondato di ‘significanza altra’, un luogo alternativo e il suo spazio contenuto ha assunto una ‘densità’ diversa, espandendosi nella conoscenza.

 Al significato ‘denotativo’ e ‘connotativo’ della forma, aggiungo quello ‘informativo’ (tale processo compete la mia ricerca, a conferma della necessaria riconversione delle strutture storiche in sedi di aggiornamento e divulgazione ambientale per le nuove comunità). La realtà generata sotto i nostri occhi, aveva chiamato la storia ad un’altra responsabilità, si è data un’interpretazione nuova, dunque, ad uno spazio storico. L’altro momento saliente si è realizzato durante il seminario della sera del 30 luglio quando nell’alternarsi degli interventi dei diversi docenti e delle cariche istituzionali, ha dato l’idea del progresso e dell’eccellenza che tali realtà storiche (castelli e palazzi signorili) potrebbero realizzare in tutto il Salento se, e solo se, venissero destinati per il loro enorme e rinnovato peso specifico di contenitori ‘altamente culturali’.

 
Appare chiaro che in tre anni siete riusciti a tracciare una strada ricca di possibilità per il Salento!
Più che una strada, penso, come ho detto altre volte, metaforicamente, si sia costruito un binario le cui rotaie sono l’ecologia della bellezza e l’economia della conoscenza. Sfruttando, infatti, la storia stessa di questa terra, ecco preparato un grande circuito, fatto di castelli e strutture pronte per ricevere seminari, conferenze, corsi di formazione ambientale e spazi per la creatività. Basta ‘relazionare’ i luoghi con competenza, lungimiranza  e tanta sensibilità e amore per questo territorio ancora tutto da scoprire. Personalmente, posso solo confermare la mia teoria delle “Architetture sottili”, ora realizzata e funzionante.

I miei doverosi ringraziamenti vanno gli artisti che hanno messo a disposizione le loro opere per la mostra itinerante:
– Sandro Bellomo, Claudio Martino, Michele Benevento, Lara Bobbio, Ignazio Fresu, Mirko Milizia, Marika Milizia, Gabriele Perrino, Sinapsy D_sign e Fulvio Tornese.
– all’Associazione Culturale Contemporary Art Addiction di Lecce la cui unità di intenti e l’impegno profuso ha portato a reali conferme e nuove prospettive di sviluppo per il nostro territorio.
– allo tutto lo staff: Direzione artistica: Roberto Quarta
, Segreteria organizzativa: Giusy Scalese
,
Fundraiser: Giampiero Sambati
, Webmaster: Roberto Randazzo,
 Grafica: Anna Lopalco,
 Curatore cinema: Vito Garramone
. Comunicazione e Ufficio stampa: Sandeicommunicationmediamonitor
, Manager S_Cultura Sostenibile Claudia Mangè,
 
 Collaboratori: Angelo D’Elia, Mario De Leonardis, Angelo Lezzi, Mauro Vaglio.

Intanto il progetto continua, e già siamo a lavoro per il prossimo anno.
Un progetto, naturalmente da maneggiare con cura perché ‘ALTAMENTE CULTURALE’.

Riferimenti di rete: Paolo Marzano
http://www.loradinardo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=291:marzanopotenzalora-webnardo-&catid=52:archittettura-ambiente-urbanizzazione&Itemid=64
http://www.architettare.it/public/commento1/architetture_sottili.asp
http://xoomer.virgilio.it/arch.paoladarpino/Architettura/ricerca.htm
http://www.youtube.com/watch?v=nZu3k0TJ5qo&feature=player_embedded
http://www.architetturagiovanile.com/?p=977
http://www.architetturagiovanile.com/?p=1042
http://www.architetturagiovanile.com/?p=170

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