Su iniziativa del Sindaco Antonio Vaglio, i Capi Gruppo Consiliari di maggioranza e di minoranza si sono riuniti questa mattina presso il Palazzo di Città

 per esaminare le iniziative da intraprendere per scongiurare gli effetti che deriveranno sull’Ospedale di Nardò dall’applicazione del “Piano di rientro del sistema sanitario” predisposto dalla Regione Puglia.  
 Il Sindaco ha informato i presenti che nella giornata di ieri, 21 settembre, ha partecipato alla Conferenza dei Sindaci della provincia, tenutasi a Lecce, nella Sala Consiliare del Comune, alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Puglia Tommaso Fiore, con all’oggetto il Piano di riordino che tanto sta facendo discutere.

 Nonostante l’incontro fosse scaturito dalle pressanti richieste di confronto rivolte da tanti Sindaci della provincia per manifestare all’Assessore le perplessità e la contrarietà su alcuni drastici ridimensionamenti di ospedali e sulla chiusura di altri, l’Assessore, dopo aver illustrato il Piano, non ha inteso dare alcuno spazio a proposte alternative, comprese quelle esposte dal Sindaco Vaglio con oggettive ed inconfutabili argomentazioni per l’ospedale di Nardò. Al Sindaco non è rimasto altro da fare, quindi, che prendere atto della assoluta chiusura verso ogni possibile confronto e consegnare all’Assessore il documento predisposto per l’occasione per l’Ospedale di Nardò (allegato).

Considerato che ogni richiesta di confronto finora rivolta dal Sindaco Vaglio, dal Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Fracella e dagli stessi Capi Gruppo Consiliari di maggioranza e di minoranza ai vertici regionali è stata completamente ignorata, all’unanimità è stato deciso:
– chiedere un incontro urgente al Prefetto di Lecce, al quale sottoporre la richiesta che si adoperi perché sia garantito il rispetto verso le istituzioni della nostra città da parte dei vertici della Regione Puglia, anche facendo in modo che sia assicurata la presenza del Presidente Vendola alla seduta del prossimo Consiglio Comunale che esaminerà il Piano di riordino; chiedere, inoltre, all’autorità prefettizia che adotti quanto necessario per prevenire e scongiurare eventuali iniziative e moti spontanei di protesta che possano compromettere l’ordine pubblico.
– convocare nei prossimi giorni un Consiglio Comunale monotematico sul Piano di riordino.
– chiedere alla dirigenza dell’Ospedale di Nardò la disponibilità di una sala dove tenere tale seduta di Consiglio.

 

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     2 Agosto 2010: il Presidente del Consiglio Comunale invia al Presidente della Giunta Regionale ed all’Assessore alla Sanità il seguente messaggio telegrafico: “Seguendo la giusta prassi istituzionale abbiamo richiesto alle SS.LL. incontro urgente su situazioneOspedale Nardò.

 Non avendo ricevuto a tutt’oggi risposta alcuna ci vediamo costretti ad inviare telegramma per chiedere immediata disponibilità per incontro. Trascorsi inutilmente sette giorni da oggi saremo costretti a venire da voi senza ulteriori indugi e formalità. (La coincidenza con la pausa estiva ha determinato un tacito rinvio dell’iniziativa).

     Entrando nel merito del piano di rientro, occorre in ogni caso prendere atto che l’attuale modello di organizzazione sanitaria nel territorio che ci interessa e che si presenta agli occhi dei cittadini con caratteristiche di estrema complessità, esprime un’offerta di servizi sanitari non sempre di alta qualità ma comunque a costi elevatissimi non più sostenibili, e che impongono urgenti interventi radicali di razionalizzazione.

     Ed allora, ancor prima di giungere ad una riduzione dell’offerta di quei servizi, non si dovrebbe forse puntare a riorganizzare la macchina amministrativa delle Azienda Sanitarie quantificando e snidando gli sprechi attraverso l’introduzione di un efficace strumento per il controllo di gestione, e contestuale attivazione di interventi ispettivi finalizzati a dettare alle ASL regole uniformi e moduli organizzativi omogenei soprattutto in materia informatica, contabilità economico patrimoniale, inventari e contabilità di magazzino, gare, appalti e contratti in genere, gestione del Personale, ecc.?

     O appare più semplice chiudere o ridimensionare fortemente una Struttura ospedaliera, la cui offerta di servizi sanitari è andata negli anni sempre via via crescendo sino a divenire patrimonio irrinunciabile conquistato dopo anni di attese e di speranze da una Collettività laboriosa e paziente?
  
     L’Ospedale di Nardò copre un’utenza che, rispetto alla popolazione residente, si triplica nel periodo estivo e deve assicurare quotidiane emergenze chirurgiche ed ortopediche; inoltre, essendo stato completamente ristrutturato negli ultimi anni, con investimenti notevolissimi, risulta tra i più adeguati alle norme igieniche e di sicurezza. Per giunta, sono tuttora in corso importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento a norma della camera mortuaria, delle cucine, della centrale termica e per la sistemazione della recinzione esterna, per una spesa di 1.500.000,00 euro. Non appare coerente né tantomeno rispondente ad una logica di produttività aziendale, perciò, l’ipotesi di un ulteriore ridimensionamento strutturale ed operativo di un ospedale che sistematicamente è oggetto di grossi investimenti finanziari tesi ad implementarne le strutture ed a qualificarne i servizi.

     Anche per questo non può essere condivisibile l’intenzione di fare dell’Ospedale di Nardò un “polo medico”, cioè una struttura di ricovero e cura monocompetente con le sole  Unità Operative di Medicina, Geriatria e Lungodegenza. Una soluzione che non rispetta i canoni della moderna medicina, secondo cui, già da diversi lustri, gli ospedali monocompetenti si sono dimostrati fallimentari, considerata la necessità, sempre più frequente, di un approccio multidisciplinare al paziente, con il coinvolgimento di diverse professionalità mediche sia del settore internistico che di quello chirurgico.

     Ed è proprio in questa direzione che vanno lette le sottoelencate proposte avanzate dal Gruppo di Lavoro Consiliare, e nella stessa direzione vanno i convincimenti dell’intera Amministrazione Comunale, ancorché da coniugarsi con le imprescindibili esigenze di ottimizzazione dei costi:

a) Mantenimento delle UU.OO. di Chirurgia ed Ortopedia con presenza di guardia attiva chirurgica h24.
b) Riapertura del Reparto di Ostetricia e Ginecologia con annessa Neonatologia e Pediatria.
c) Attivazione del Reparto di Cardiologia con posti letto e terapia intensiva e guardia attiva cardiologia h24.
d) Attivazione della Banca del Sangue e un Servizio h24 di Anestesia e Rianimazione.
e) Mantenimento dell’U.O.C. di Geriatria.
f) Potenziamento del Pronto Soccorso con posti di Astanteria.
g) Potenziamento dei servizi di diagnostica: Radiologia, Laboratorio di Analisi, Endoscopia.
h) Riorganizzazione dell’U.O.C. di Medicina prevedendo UU.OO.SS. di Pneumologia, Neurologia, D.H. Oncologico, Lungodegenza, Ospedalizzazione Domiciliare e Diabetologia con guardia medica interdivisionale.  

     La presente nota viene seduta stante consegnata all’attenzione dell’Assessore Fiore, perché costituisca motivo di esame e di riflessione nella predisposizione del piano di riordino riguardante l’Ospedale di Nardò.

                                                                                                 Il Sindaco
                                                                                             Antonio Vaglio
    

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