Buccoliero:”Bossi vada a casa”

“È inconcepibile che nel XXI secolo, quando l’Italia e il resto del mondo si trovano ad affrontare gravi problematiche  

connesse al futuro e alla crescita economica, un ministro italiano, un rappresentante delle istituzioni, si conceda il lusso non solo di fare battute grevi, ma di offendere pesantemente  e impunemente un popolo e l’intero Paese”.

È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, intervenendo dopo l’infelice battuta del Ministro, Umberto Bossi sull’acrononimo SPQR (Senatus Populusque Romanus), che a suo dire dovrebbe tradursi “Sono Porci Questi Romani”.

“Bossi, da tempo – prosegue Buccoliero – ci ha abituati a parole e gesti volgari e offensivi, ma è vero che al peggio non c’è mai fine. Ogni politico, soprattutto un rappresentante delle istituzioni, non deve trascurare quel senso di responsabilità, che deve non solo verso il proprio elettorato, ma verso un territorio di cui è rappresentante. Bossi, fino a prova contraria, prima ancora di divenire Ministro della Repubblica Italiana, ha prestato un solenne giuramento, che prevede, tra l’altro, l’esercizio delle funzioni nell’interesse esclusivo della nazione, che non è composta solo dalle regioni della Lega, ma da tutta l’Italia, da Trieste al Capo di Leuca, passando per Roma, una città che ha scritto e continua a scrivere la storia del nostro Paese. Bene farebbe, il signor Bossi, a rispolverare la storia dell’Italia, a partire da quella romana. Se non ci fossero stati i romani, definiti “porci” dal leader del Carroccio, oggi non solo l’Italia, ma il resto del mondo ignorerebbe l’ordinamento giuridico.

Non si può continuare a restare inermi e indifferenti di fronte alle pubbliche offese di un Ministro, che continua ad ingiuriare il popolo e il Paese di cui dovrebbe essere garante e rappresentante. Qui non ci troviamo di fronte al figlio capriccioso, da perdonare e assecondare, ma di fronte ad un rappresentante istituzionale, che dimostra chiaramente di non avere rispetto né per se sé stesso né per il ruolo a cui è chiamato.
Berlusconi, senza ulteriori sconti – conclude Buccoliero – inviti il signor Bossi a dimettersi, restituendo alla politica quel ruolo di serietà e di rispetto che le competono”

I commenti sono chiusi.