Maratona di Berlino 2010: *intervista * a Samuele Dell’assunta

Pubblichiamo, su invito dell’autore, l’intervista al maratoneta nostrano Samuele Dell’Assunta, tesserato dell’asd Sport Running Portoselvaggio, reduce dalla partecipazione all’edizione 2010 della maratona di Berlino. (ndr.)

 

“Una bellissima esperienza sportiva, ma anche una bella esperienza di vita, così come nello stile e nello spirito del nostro sport”.

E’ possibile racchiudere in questa frase le mille impressioni ed il grande sorriso di soddisfazione  con il quale ci accoglie il nostro “eroe di Berlino”, il neretino Samuele Dell’Assunta, reduce da una super maratona in terra tedesca.

L’abbiamo incontrato stamattina e con lui ci siamo soffermati a chiacchierare di questa bella fatica rappresentata dai 42,195 km della maratona.

“Quando si dice che ogni maratona è diversa delle altre-  esordisce – non si tratta soltanto di una frase fatta: è la verità! Ho corso solo due anni fa a San Pietrobusrgo e già quella esperienza è stata gratificante, ma Berlino ha rappresentato sicuramente qualcosa di più speciale”.

E si capisce fin da subito che non è solo una questione di numeri.

“No, infatti, è stato tutto fantastico, dall’aeroporto a Brindisi, all’arrivo, pochi metri dopo la mitica Porta di Brandeburgo, 195 mt. dopo il 42°km. Il viaggio organizzato dall’Agenzia Tour Operator Turismo d’Autore.com di Nardò è stato impeccabile.

Sono partito il 23 settembre in compagnia di tre altri amici podisti salentini con i quali avevo programmato da tempo il viaggio: Maurizio, Marco, Luigi e Cristian, dell’asd Amatori Corigliano. Con loro ho condiviso l’appartamento a Charlottenburg, un quartiere del centro di Berlino”.

Non solo maratona, quindi.

“Soprattutto maratona, ma anche tanto turismo e svago. Siamo arrivati con due giorni d’anticipo (il venerdi, n.d.r.) per evitare la ressa del giorno prima della gara al ritiro pettorali e la scelta è stata azzeccata, perché poi abbiamo avuto il tempo per visitare, in parte, l’immensa città. Mi è rimasto impresso il “museo dell’orrore”, dedicato ai crimini ed alle vittime del nazismo e quindi abbiamo impiegato il restante tempo a nostra disposizione per fare un ampio giro per Berlino, tutti assieme. Io il sabato ho camminato pochissimo, per evitare di giungere alla partenza già stanco, ho preferito rimanere più tempo a riposare a casa ed anche questa scelta si è rivelata vincente”.

Parliamo della gara.

“Fin dalla prima mattina di domenica abbiamo capito che sarebbe stata una giornata non proprio semplicissima da gestire: il meteo prevedeva pioggia, ed infatti alla partenza eravamo già inzuppati d’acqua. Io ero destinato al 1° blocco A, nel settore appena dietro ai top runners, prevalentemente di nazionalità  keniana. Pioggia e nebbia lungo il percorso non hanno certo giocato a nostro favore: fino al 25° km. ho proceduto ad una media di 3’30” – 3’35” al km. rimanendo affiancato ad una atleta keniana molto forte e a due “lepri”; dopo il 25° km. sono giunti i primi problemi, dovuti ad una escursione termica molto accentuata in condizioni di pioggia e freddo a tratti pungente. E così, dal 32° km. in poi ho dovuto fare i conti con i primi crampi al polpaccio, che hanno un po’ rallentato la mia marcia, costringendomi a chiudere l’ultima frazione di gara  a 4’30” a km, con un tempo ottimo, ma che sarebbe potuto essere ancora migliore”.

Ricordiamolo, allora, questo tempo. Spazio ai numeri.

“Alla partenza eravamo in 48.500, io indossavo il pettorale n° 32.089. Quindi Berlino si conferma la regina delle maratone europee: assieme a Londra, e poi alle maratone d’oltreoceano New York, Chicago e Boston, rientra tra le 5 più prestigiose e partecipate al mondo. Ho chiuso in 2h 42’35” al “real time” (il tempo reale, calcolato non dal momento dello sparo, ma al passaggio sotto l’arco della partenza e fermato sotto quello dell’arrivo, n.d.r.) . Ha vinto il keniano Partick Makau con il tempo di 2h:05:08, seguito dal connazionale Geoffrey Mutai. Io ho chiuso al 194° posto in classifica generale ed all’8° posto assoluto tra tutti gli italiani”.

Non ci sono parole per descrivere quest’ultimo dato, una vera e propria impresa: 8° tra tutti gli italiani, che erano…

“Circa un migliaio, più o meno. Infatti la Maratona di Berlino si conferma anche la 42 km più seguita dagli italiani, dopo New York. L’atmosfera poi per noi italiani lungo le strade della capitale tedesca è stata eccezionale: mi ero fatto confezionare a Nardò una maglietta con un’ampia scritta “Italia” proprio sulla parte frontale (realizzata da Studio Latino ADV) ed anche questa scelta è stata fortunata, perché quando attraversavo le vie di Berlino, che nonostante la pioggia erano sempre stracolme di spettatori, appena individuavano un italiano i tedeschi battevano le mani ed incitavano tantissimo. E chi corre sa quanto l’adrenalina in certi casi possa fare la differenza e spingerti oltre la fatica, a tratti insopportabile”.

Insomma, c’è qualcosa che in questa esperienza non è andato per il verso giusto, una critica da muovere, qualcosa che è andato storto…

“No, proprio nulla, ad eccezione, ripeto, dei crampi dopo il 32° km, dovuti ad un meteo un po’ bizzarro. Ma nulla che possa essere imputato all’uomo o all’organizzazione: mai vista infatti una tale precisione nei rifornimenti, sempre abbondanti di acqua, sali minerali e frutta; ben 70 band musicali lungo il percorso ad allietare con musica e feste ad ogni incrocio; tantissima la gente per strada, a migliaia ad incitare dal primo all’ultimo minuto, tutti composti e divertiti; dal ritiro pettorali fino alla consegna della medaglia all’arrivo è stato tutto impeccabile, davvero. E’ stata un’esperienza indimenticabile e spero di ripeterla un giorno in compagnia di altri atleti della mia società”.

Insomma, non abbiamo esagerato quando, a caldo, abbiamo definito l’impresa di Samuele come “stratosferica”. Samuele Dell’Assunta è un tesserato dell’asd Sport Running Portoselvaggio, non è un professionista, così come nessuno di noi lo è. Ognuno dei nostri atleti svolge tutt’altra attività nella vita e la corsa è ( e resta) un bellissimo hobby, ma in alcuni casi diventa una filosofia di vita: possiamo assicurare che correre per 42,195 km (la lunghezza standard di una “maratona”) non è cosa da poco e non è da tutti. Ma è per tutti e chiunque può riuscirci: magari non con i risultati di Samuele, ma occorre costanza negli allenamenti, convinzione nei propri mezzi, una buona preparazione fisica ed una incrollabile forza di volontà. Tutte doti che si costruiscono nel tempo. L’importante è tagliare il traguardo, con qualsiasi risultato cronometrico.

La corsa è diversa da ogni altro sport: lungo la strada si è soli con se stessi, con la propria testa, la proprie gambe e i propri polmoni. E basta. Non c’è il compagno a cui passare la palla. Non c’è calcio di rigore o errore arbitrale che tenga.

Abbiamo voluto che Samuele, per il quale la corsa è impegno vero (visti anche i risultati!)  ci raccontasse la sua esperienza perché pensiamo che qualcuno, anche uno soltanto, leggendola, prenda la decisione di alzarsi dal divano, spenga la TV (magari sul canale Sport…) e cominci a fare sport.

Un minuto di corsa ed un minuto di passo, per qualche volta, le prime volte…abbiamo iniziato tutti così!

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Fonte :  http://www.sportrunningportoselvaggio.blogspot.com/

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