La citta’ ai giovani !La parola al popolo.

Dopo le dimissioni dei 16 consiglieri comunali, Nardò torna alle urne per decidere chi dovrà governare la Città nei prossimi anni. Ci apprestiamo, quindi, a vivere una nuova campagna elettorale.

 L’auspicio è che si parli di problemi concreti. Basta pettegolezzi, chiacchiere da bar e vuoti proclami. Basta programmi elettorali con le solite litanie “sviluppo del turismo, sviluppo economico..”. Basta parlare delle responsabilità del passato. Guardiamo avanti.
A ben vedere, infatti, la nostra Città avrebbe bisogno di pochi, ma importanti, obiettivi da raggiungere. Scelte forti, ma indispensabili se si vuol veramente “cambiare registro”.  
In primo luogo una radicale riforma della macchina amministrativa. Nessun programma politico può essere attuato in mancanza di una macchina amministrativa efficiente e funzionante! Esempi? Abbiamo fatto ridere tutta la Provincia per la vicenda della Nardò-Pagani. Dopo oltre un decennio, non abbiamo ancora un campo da tennis. Strade sempre allagate. Un scheletro di cemento, sulla via dell’Incoronata, come nuovo Palazzo di Città. Un’istruttoria delle istanze dei cittadini tesa sempre a creare e non a risolvere gli intoppi burocratici che si presentano.
Dotata la Città di una macchina amministrativa efficiente, occorre fornirle una sede adeguata. Una nuova sede per tutti gli uffici comunali: i cittadini eviterebbero di girovagare da un ufficio all’altro, i dipendenti potrebbero interagire e lavorare meglio e la Città risparmierebbe gli onerosi affitti pagati per gli immobili dove sono ora dislocati i vari uffici. Come fare? Visto che le casse comunali languono, si potrebbero coinvolgere gli imprenditori privati. Con il project financing (introdotto nel 1998, utilizzato da gran parte dei Comuni, mai dal nostro) il privato realizza l’opera a costo zero per le casse comunali, in cambio della gestione della stessa. Al termine, l’opera torna nelle mani del Comune che ne diviene proprietario.
Poi il P.U.G.. E’indispensabile dotare la Città di un moderno strumento di programmazione urbanistica. E’ noto, infatti, che l’attuale P.R.G. non consente nemmeno di installare un campeggio o di riconvertire le splendide masserie dell’entroterra in strutture ricettive. Se si vuole puntare sul turismo, qualche servizio dobbiamo pur offrirlo.
Quindi realizzare un vero centro sportivo, con una piscina comunale, fuori dal centro urbano. Sempre utilizzando gli innovativi strumenti, mai applicati dal nostro Comune, messi da tempo a disposizione dal Legislatore per realizzare opere pubbliche.
Utilizzare i pochi soldi in cassa per incentivare la ristrutturazione degli immobili del centro storico e l’apertura di esercizi commerciali.
Infine, uno o due approdi turistici nei siti, compatibili dal punto di vista paesaggistico, individuati dal P.U.G. e non dalle strampalate idee del politico di turno.
Pochi, ma importanti risultati, che cambierebbero il volto alla Città.
Chi potrà mai realizzarli? Difficile dirlo. Certamente una persona coraggiosa, molto coraggiosa, seria e, possibilmente, competente. In ogni caso una persona giovane, che non guardi in faccia nessuno e sia animata, veramente, dalla voglia di far rinascere la nostra Città.
Sogno irrealizzabile? Forse no, forse è il momento giusto. Mai come questa volta, la gente è stanca. Troppe promesse mancate, troppi litigi, troppe chiacchiere. C’è voglia di cambiare, di svoltare, di fare scelte drastiche. Nessuno pretende di avere la bacchetta magica. Amministrazione bene una Città, soprattutto Nardò, è compito assai arduo. La speranza, però, è che finalmente si prenda atto dei veri problemi che finora hanno ostacolato lo sviluppo della Città e tutti insieme, destra, sinistra o centro, si adoperino per porvi rimedio. La Città lo invoca a gran voce. La Città lo merita.

                                                          Paolo Gaballo
                                                   Presidente Associazione
                                            culturale “la Città che vogliamo”

 

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