In un giorno di pioggia…il sole!

Girare per i vicoli della mia città e rispolverare i volti del passato, respirare gli angoli di storia che si nascondono sotto il suo moderno abito e soffermarsi ad amarla in ogni sua pietra, è molto più che un viaggio degno di un last minute! Non c’è prezzo per un’avventura così affascinante, così ricca di sorprese e misteri ancora tutti da svelare, snodare, illuminare…  

 

Appoggiarsi sulle pietre degli antichi portali, affacciarsi dentro con la punta del naso e scoprire scorci impensabili, varcare la soglia delle mute chiese e leggerne la storia delle devozioni che, come instancabili pizoche, ancora tramandano. Poi salire con lo sguardo fin sui romantici balconi e ammirare gli eleganti palazzi, è sentirsi fortunati, privilegiati eredi di un tesoro unico  giunto proprio qui, tra queste piccole, limitate mani.
Cos’è  mai questa città? Cosa abbiamo fatto per meritarla? Percorro le sue vie e me lo chiedo. Calpesto i suoi mattoni e continuo a chiedermelo…Nardò è una città troppo bella per aspettare che qualcuno se ne accorga! Nardò è un angolo di mondo tutto da girare e vivere, pezzo pezzo, passo passo, piano piano, foglio foglio, come si fa con un antico, pregiato album di famiglia. Tra le sue pagine c’è molto più di ciò che immaginiamo: c’è il passato,  il presente,  oserei dire…il futuro! Nardò è un foglio molto simile a uno di quei capolavori rimasti inosservati sulla scrivania di un tipo sempre indaffarato, troppo indaffarato per accorgersi delle meraviglie che lo circondano. Quel tizio “no perditempo” ho la sensazione…, (devo dirlo?) che abbia proprio le nostre fattezze: sempre occupato, un nervo per capello, poca voglia di sorridere e di dedicarsi alle gioie vere della vita…(quanta bellezza perduta tra le pieghe di tale filosofia!) Cosa potrà scuoterlo dalle corse trafelate?

A me, per esempio, ci è voluto un cielo grondante pioggia, l’altra mattina, per darmi lo stop alle mille faccende che avevo messo in programma. Infatti, scappando sotto l’ombrello per le vie di Nardò, non sapendo dove ripararmi, ho varcato la soglia di una chiesa che non visitavo da anni. Pensavo a scrollarmi di dosso qualche rivolo di acqua e a prendere il cellulare dalla tasca per chiamare qualcuno che mi venisse a prendere quando…ho alzato gli occhi e ho visto quello che, meno male, quella mattina mi è stato dato di vedere: la chiesa di San Antonio,  già da mesi riaperta dopo i restauri e disponibile per farsi ammirare da tutti! Forse solo io, a Nardò, non avevo ancora riscoperto un angolo di passato  così significativo. Di questo, a dir la verità, mi vergogno un po’ e per questo ho deciso di correre ai “ripari”. Oltrepassato l’ingresso non credevo ai miei occhi…


Un’ atmosfera calda e suggestiva mi ha avvolto raccontandomi pagine di storia e volti mai conosciuti. Un gioco di luci e ombre mi ha svelato angoli d’arte e di fede che non avrei mai immaginato, compreso il soffitto che non ricordavo quasi più, composto da preziosi cassettoni. Bello e sorprendente il verde smeraldo che domina le pareti, alternato a sprazzi oro e argento.

Ho percorso la navata fino all’altare centrale quasi incerta di trovarmi nella mia città. Ho stropicciato incredula gli occhi e poi ho contemplato a lungo la bella statua dell’Immacolata che lo sovrasta e le altre due maestose, posizionate una a destra e una sinistra dell’altare maggiore, di Santa Chiara e Santa Agnese d’Assisi (andate a vederle per favore!) Ho stropicciato ancora incredula gli occhi e ho ammirato gli altari (ancora da restaurare) che caratterizzano le cappelle laterali: quello di S. Antonio con la pregiata statua, quello di San Francesco con l’altra pregiata statua “gemella” di quella di S. Antonio (andate a vederle per favore!) Bella e degna di almeno un paio d’ore di silenzio la cappellina del Crocifisso, opera del famoso frate Angelo da Pietrafitta, autore di pregiati crocifissi sparsi nella Provincia D’otranto. A Nardò, nella chiesa di S. Antonio, abbiamo la fortuna di avere uno di questi capolavori parlanti…(andate a vederlo per favore!) Molte, di varie forme e grandezze, le tele che arricchiscono la chiesa. Il tutto restaurato e riportato finalmente agli antichi splendori, comprese le tombe ritrovate con lo smantellamento del pavimento. Esse sono oggi visibili grazie alle lastre di vetro posizionate per proteggerle.

Mi è piaciuta molto quella mattina di pioggia. Fuori c’era il temporale, ma dentro splendeva il sole.
Dentro quelle mura ho sentito riecheggiare i racconti di mia nonna, di quando loro bambini, anda

vano alla prucissione di S. Antoniu, vestiti comu li monaci, con il giglio in mano e la funa alla vita. Quando la processione passava, all’arrivo della statua del santo, la gente spargeva petali e mpicciava lampe. Lu priticatore leggeva stralci dei Sermoni di S. Antonio e ricordava a tutti ca pi li piccaturi nc’è lu nfiernu.  La nonna mi raccontava della scala segreta e ti li pile, grandi, ti petra, dove loro andavano a fare il bucato, proprio lì, in quelle che un tempo erano le officine del convento.

 E ancora di S. Antonio e del pane benedetto. Quando pioveva ti nfacciavi a ddha fore, bastava na muddhica e, comu pi miraculu, scampava! Mentre raccontava, ad un tratto, portava le mani alle orecchie: sentiva ancora, e ne era infastidita, il tonfo di quelle pietre, il tonfo che fecero li cuzzetti di quel convento nel crollo della demolizione. Dal centro storico di Nardò scomparve, ancora una volta, per la scarsa sensibilità avuta degli amministratori del tempo nel conservare il patrimonio storico della propria città, un pezzo di passato, la testimonianza più autentica della presenza di una comunità di frati francescani nel nostro territorio.
Oggi, di quel pezzo di passato,  abbiamo ancora la chiesa e il chiostro. Vale la pena fare un salto per ammirarli, magari in un giorno uggioso, di pioggia, inzuppati, mentre siamo alla ricerca di un tetto sotto cui ripararci. Se questo tetto sarà quello di una delle tante chiese che costellano il cuore storico di Nardò ben venga…rimaniamoci dentro e ammiriamole finché non scampa!

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