Cinque forum con cui «blindare» il programma di governo regionale e lanciare la «campagna d’autunno» del Pd in tutta la Puglia; cinque temi che diventeranno altrettante proposte di legge del segretario del partito pugliese, Sergio Blasi, in consiglio regionale; cinque punti con cui saldare la rinnovata alleanza tra il leader di Sel Nichi Vendola e il segretario nazionale dei Democratici Pierluigi Bersani, pronto a misurarsi con il governatore della Puglia nelle primarie per la sfida alla premiership.

 

È questo il programma che ieri, in un’assemblea con i segretari provinciali, quelli dei circoli e qualche parlamentare (tra gli altri, Nicola Latorre e Dario Ginefra), il Pd pugliese si è dato per le prossime settimane e che si concluderà con l’evento del 13 novembre a Bari: un confronto tra Vendola e il presidente del Copasir Massimo D’Alema, con il quale provare a suggellare quel patto anti-berlusconiano concordato da Nichi con Bersani nonostante il campo minato delle divisioni: ancora ieri, a fronte dell’unità d’intenti sulla necessità di allargare la coalizione al centro, Vendola bocciava l’idea di un governo di transizione prospettata da D’Alema e il presidente della Fondazione Italiani-europei bocciava la candidatura a premier dello sfidante di Sel. Cinque, dunque, i settori su cui il Pd intende indicare la rotta al presidente della Puglia: la logistica (con un forum il 30 ottobre a Bari), il turismo (forum il 5 novembre a Lecce); il welfare (sempre il 5 a Foggia); l’innovazione (il 6 novembre a Barletta); l’energia (l’8 novembre a Brindisi).

«È la prima volta – dice il responsabile organizzazione del partito, Domenico De Santis – che si dà vita ad un vero processo partecipativo sugli ambiti più importanti dello sviluppo della regione. Chiunque potrà intervenire, portando il proprio contributo anche via internet, fino ai workshop tematici che si terranno il 13 novembre».
«Abbiamo distribuito il lavoro territorio per territorio – dice Blasi – perché vogliamo far poggiare l’idea di sviluppo della Puglia non sulle gambe di argilla di un singolo protagonismo, ma su quelle di un’ela – borazione collettiva. Siamo consapevoli di essere il principale partito della coalizione che governa la Regione e avvertiamo, per questo, la responsabilità. Questo percorso è l’inizio di un progetto: costruire un modello differente di Sud partendo dall’esperienza dei cinque anni di governo per trasformare la Puglia da “laboratorio” a modello».

Su quei cinque temi, questa l’indicazione del Pd, si misurerà il buon governo della regione, ma non è secondario – come ha ricordato il presidente del partito pugliese, Mi chele Emiliano- il fattore dei conti: con le sanzioni imposte dal Patto di Stabilità non solo la Regione, ma tutti gli enti locali hanno le casse bloccate ed è proprio sulla virtuosità o meno della spesa pubblica che Vendola (e con lui tutto il centrosinistra) verrà «bombardato» dal centrodestra. L’atteggiamento del Pd, dunque, sarà prudente nei confronti del governatore: sì ad un’esposizione massima a difesa della Puglia (come col question-time alla Camera sul piano di rientro sanitario) ma occhio vigile a quanto sta accadendo.

«È innegabile che da parte del governo vi sia un atteggiamento ritorsivo nei confronti della Regione governata da Vendola – dice Dario Ginefra – ma è altrettanto vero che stiamo rischiando di “impiccare” tutto il sistema sanitario alla difesa di un totem: siamo l’unica regione che rivendica le internalizzazioni». Al Pd, sottolinea il deputato barese, «sta a cuore innanzitutto la salute dei cittadini. Continueremo a dare sostegno a Vendola in questa battaglia e il governo non ha alibi, ma che si sappia che per assumere uscieri e operatori del servizio mensa si sta mettendo a repentaglio la tenuta di tutto il sistema».

 

 

Fonte : GdM

 

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