Canile – rifugio comunale‏ in località “Pendinello”

Ora che sta per concludersi, con la consegna del sito da parte della Provincia (probabilmente i primi mesi del 2011), l’iter tecnico e burocratico della bonifica della ex discarica di “Pendinello”, tra i primi, se non il primo sversatoio di rifiuti del Salento ad essere “sanato” grazie ad un finanziamento CIPE, il Comune di Nardo’ può  realisticamente pensare di realizzare un canile – rifugio comunale in quell’area. 

La presenza in questo momento di S.E. Giovanni D’Onofrio dimostratosi con i fatti sensibile alla collaborazione delle forze politiche, potrebbe accelerare le procedure,  impegnando da subito gli uffici preposti, a predisporre i relativi atti.
“Pendinello” quindi da potenziale vulnus ambientale, potrebbe diventare un esempio virtuoso di riuso di un lembo compromesso del  territorio neretino.
E’ appena il caso di ricordare, infatti, che oggi il fenomeno del randagismo grava sulle casse comunali per circa 200.000€ annui, con riferimento alle quote spettanti ai canili privati che ospitano i cani accalappiati a Nardo’.
Pertanto realizzare in proprio la struttura, magari attraverso un leasing finanziario, porterebbe alla nostra Citta’ indubbi vantaggi.
Tra questi, un minor impegno di risorse sui bilanci annuali, prevedendo una rata annuale del leasing per un importo di 100.000€, a fronte dei 200.000€ attualmente previsti per la retta ai canili. Con il vantaggio ulteriore, di entrare in possesso alla scadenza del leasing stesso, dell’opera realizzata (il canile – rifugio) che consentirebbe un arricchimento patrimoniale del Comune.
Ma, soprattutto, si potrebbe finalmente fronteggiare con più incisività il fenomeno del randagismo che nella nostra, come in altre Citta’, malgrado le ingenti somme impiegate, sta raggiungendo ormai, livelli di attenzione.
Infatti, realizzare un canile – rifugio comunale presso il sito di circa sei ettari di “Pendinello”, oltre ai vantaggi gia’ elencati, significherebbe avere a disposizione per ASL e Comune, una struttura dove realizzare un ambulatorio veterinario, che possa consentire una massiccia campagna di sterilizzazione delle cagne. Intervento questo fondamentale, per contrastare adeguatamente il proliferare delle nascite e il conseguente aumento dei randagi sul territorio.
Si potrebbe, infine, pianificare l’impiego di alcune unita’ ex LSU per la gestione del canile – rifugio chiedendo al contempo la collaborazione delle associazioni di volontariato.

Noi per Nardo’

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