Il «Paisiello Festival» a Taranto va in scena grazie ai fondi europei

 Paisiello musicista d’Europa: un fatto noto a Bruxelles. E a Taranto? «Se ne infischiano», sbotta Paolo Ruta, factotum come il Figaro del Barbiere di Siviglia,

 titolo già celebre per mano dell’operista tarantino prima di Rossini. Costruttore di professione, organizzatore culturale per passione, Ruta si batte per tenere vivo l’interesse sul genius loci insieme agli Amici della Musica, associazione della quale è uomo tuttofare, ben oltre il ruolo di direttore artistico. «Ecco, vedete, un’altra volta Provincia e Comune sono assenti. Quest’anno il festival lo facciamo con i fondi europei». E sono finanziamenti travestiti da metafora. «Perché in Europa – sottolinea Ruta in conferenza stampa – sanno chi è Paisiello.

 Taranto, la sua città, continua invece a snobbarlo con una indifferenza totale». E però questi soldi non bastano da soli all’allestimento di almeno una delle sue tante opere. Così l’ottava edizione del Giovanni Paisiello Festival si consumerà dal 15 novembre al 6 dicembre tra recital, concerti e momenti di riflessione, al teatro Orfeo, al Salone della Provincia e al TaTà, ai confini del rione Tamburi. «Mi voglio augurare che il presidente della Provincia, Gianni Florido, garantisca almeno un servizio navetta», dice Mariapia De Marzo, presidente protempore degli Amici della Musica. Invece al sindaco Stefano, assente anche lui, vorrebbe chiedere notizie sul centralissimo auditorium Tarentum, ristrutturato ma ancora chiuso.

Il direttore artistico del Festival, Lorenzo Mattei, illustra il programma e parla del «fortissimo legame tra prassi e ricerca che emerge dai concerti». E non nasconde l’«eccentricità» del concerto inaugurale con Luca Canonici, tenore noto anche al pubblico televisivo (ha cantato con Pupo ed Emanuele Filiberto al Festival di Sanremo): terrà un recital nel quale Paisiello si confronterà con Mozart, Bellini, Pergolesi, Donizetti, Tosti e Piccinni. Il piatto forte verrà servito il 22 novembre con l’esecuzione della prima metà degli otto Concerti per fortepiano e orchestra di Paisiello (progetto che si completerà il prossimo anno) con una staffetta alla tastiera tra Francesco Libetta e Balazs Fulei e la Confraternita de’ Musici diretta da Cosimo Prontera.

 E se il 24 novembre Roberto De Simone e altri relatori parleranno a convegno delle opere inedite de «L’altro Paisello», la musica si esprimerà direttamente sull’argomento il 29 con la prima in tempi moderni della mascherata Le nozze di Bacco e Arianna (scritta per la corte estense nel 1765) e il 5 dicembre con la Sonata in re minore per fortepiano suonata da Luca Guglielmi (clavicembalista prediletto da Jordi Savall) all’interno di una serata nella quale interverrà il soprano Jenny Campanella.

 

Fonte : CdS

 

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