Fazio e Saviano come un Porta a Porta qualunque…

Non ci fa scandalo la partecipazione di Bersani e Fini a “Vieni via con me”. E non ci convincono i tentativi di censura che solleticano il desiderio di martirio dei conduttori e lo sublimano in maggiore successo e carisma. No, non siamo scandalizzati. Semmai siamo delusi.

 

Ma come? Fazio, Saviano e Serra, le tre superstar del giornalismo italiano, le menti più libere e trasgressive dell’universo mediatico, dovevano mettere in piedi il programma del secolo, quello che avrebbe raccontato agli italiani ciò che nessun altro osava svelare, avrebbero fatto inchieste e reportage da scuotere alle fondamenta i sancta sanctorum del potere; chiunque, da Berlusconi fino a Totò Riina avebbe dovuto tremare davanti allo schermo di Rai 3. E invece cosa abbiamo? Bersani e Fini in studio come in un Porta a Porta qualsiasi.

Eppoi saranno costretti per par condicio a chiamare anche Bossi e Berlusconi, Casini e Rutelli, Di Pietro e Buttiglione, Pionati e Rosy Bindi, insomma la stessa mesta brigata che già invade sei o sette talk show televisivi.

Valeva pena armare tutto il can can della vigilia? Evocare la censura, gridare all’oltraggio della libera stampa? Valeva la pena spendere centinaia di migliaia di euro dei contribuenti per portare Fini e Bersani alla corte di Saviano e Fazio? Ovviamente no.

Ci diranno che Bersani e Fini inquel contesto saranno metaforizzati, decontestualizzati, che la loro è un’ardita operazione culturale decostruttivista: una rivoluzione semantica che scarnifica e rimescola il senso del politico in tivvù. Cazzate. Di vero ci sta solo l’ ambizione luciferina e la insopportabile iattanza dei tre che hanno la pretesa di trasformare in oro anche la materia più vile solo perchè passa dalle loro mani santificate dal Vero e dal Giusto.  E la dabbenaggine di chi ci crede.

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fonte: lOccidentale

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