Futuro e Libertà fuori dal Governo Il Colle convoca Schifani e Fini

Dopo giorni di discussioni Futuro e Libertà per l’Italia apre oggi la crisi di governo ritirando la sua delegazione.

 Le lettere di dimissioni del ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, del viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso e dei sottosegretari Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, sono state inviate questa mattina al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il capo dello Stato ha convocato per domani pomeriggio i presidenti dei due rami del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini, per fare il punto sulla situazione.

Intanto, si è concluso intorno alle 21, dopo circa due ore, il vertice ad Arcore tra Berlusconi e Lega. Alla riunione oltre al premier, i coordinatori del Pdl e i ministri leghisti Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli, che nel pomeriggio si erano già riuniti in via Bellerio a Milano. Lasciando villa San Martino gli esponenti del Carroccio non hanno rilasciato dichiarazioni. Il premier dovrebbe rientrare domani a Roma.

Intanto, i presidenti dei gruppi parlamentari Fli di Senato e Camera, Pasquale Viespoli e Italo Bocchino, prendendo atto delle dimissioni degli esponenti finiani, ”evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario nei confronti del governo” e confermano ”il proprio impegno a sostenere nell’interesse del Paese la legge di stabilità e di bilancio”.

A SkyTg24 Urso spiega che le sue dimissioni sono ”irrevocabili perché vogliamo chiudere una fase politica e con un nostro atto di responsabilità aprirne una nuova”. Se si dovesse arrivare al voto anticipato, aggiunge, Fli guarderà ad “un’altra coalizione di centrodestra con forme che si richiamano alle forze del popolarismo europeo, quindi con Casini, Lombardo, Api e comunque con le altre forze sociali e produttive del Paese che vogliono nel centrodestra e dal centrodestra cambiare e rinnovare la politica, voltare pagina e fare davvero le riforme”.

Possibile un’alleanza col Pd? ”Noi siamo politicamente e culturalmente ancorati nel centrodestra. Alleanze spurie sono possibili solo in caso di emergenza e noi auspichiamo che l’Italia non si trovi in situazioni d’emergenza”, ha spiegato Bocchino al Tg2.

Il Pdl attacca duramente la scelta di Fli di uscire dall’esecutivo. Con il ritiro della delegazione di Futuro e libertà dal governo “si sta consumando il tradimento”, commenta il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Ora ”si dovrà innanzitutto – ha affermato il ministro – vedere il comportamento delle Camere a partire dal Senato, perché il presidente del Consiglio legittimamente dovrà verificare se ha un consenso innanzitutto in quella Camera”. “Io credo che valga una regola oggettiva – aggiunge – o Berlusconi o elezioni, nel senso che questa legislatura è nata con una scelta inequivoca degli elettori”.

Mentre il portavoce del Pdl Daniele Capezzone sottolinea: ”Oltre alle dimissioni anche troppo a lungo preannunciate dai quattro esponenti finiani, servirebbero quelle di chi, come Gianfranco Fini, come non è mai accaduto a questi livelli nella storia della Repubblica, sta usando un incarico super partes in modo partigiano e fazioso”.

Dall’opposizione il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini chiede al presidente della Camera Gianfranco Fini di ”difendere, nell’esercizio della sua funzione, il diritto costituzionalmente garantito” dei firmatari di portare al voto la mozione di sfiducia ”prima, e non successivamente, ad un voto di fiducia chiesto dal governo al Senato, al solo fine di sottrarsi al voto della Camera dei deputati”. Per ora c’è una mozione Pd-Idv che però potrebbe confluire in un’analoga targata Fli-Udc-Api-Mpa.

Poi sull’ipotesi di un’alleanza con Futuro e libertà, avanzata oggi da Bocchino in un’intervista a ‘La Stampa’, il capogruppo Pd alla Camera afferma: ”Caduto il governo Berlusconi saremo pronti a un esecutivo di responsabilità nazionale che affronti i problemi del Paese e che cambi questa legge elettorale porcata prima di tornare a votare”.

Aperture a Fli arrivano anche dall’Idv. ”Sì a Gianfranco Fini, se questa è la condizione per vincere le elezioni e sconfiggere Berlusconi. A mali estremi, estremi rimedi”, sottolinea il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, ospite della trasmissione di Radio2 ‘Un giorno da pecora’. “Prendo atto – aggiunge – che su questo delicato tema la mia posizione è diversa da quella di Di Pietro”.

”Con il gesto delle dimissioni annunciate di Fli, c’è la crisi di governo”, ha osservato da parte sua il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, intervistato su La7 durante la trasmissione Otto e mezzo. ”Berlusconi si dimetta se non lo fa presenteremo la mozione di sfiducia”. Poi, per Casini, ”serve un governo di larga coalizione, di responsabilità nazionale, con il Pdl e il Pd che si siano liberati della Lega nord e di Di Pietro”.

 

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Fonte: AGN

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