Buone notizie dalla strada: gli incidenti mortali nell’ultimo anno sono diminuiti, soprattutto quelli sulle autostrade.

 Merito dell’effetto Tutor, il sistema di rivelazione automatica della velocità, che ha fatto crollare il numero dei morti: i sinistri, spiega il rapporto Aci-Istat, sono scesi del 22,6 % rispetto al 2008. Certo, dopo i fine settimana le pagine della cronaca sono ancora bollettini di guerra (muovono 12 persone al giorno), ma i dati sono confortanti. Tra il 2001 e il 2009 i morti hanno subito una flessione del 40,3%: rispetto all’obiettivo europeo 2010 (ridurre la mortalità stradale del 50%), l’Italia sale al decimo posto nella lista dei paesi più virtuosi dell’Ue a 27. «È un segnale positivo ma che non deve assolutamente farci abbassare la guardia- dice il presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale, Sandro Salvati-. Anzi ci fa capire in quali ambiti tutti dobbiamo fare di più, perchè la battaglia per la tutela della vita e la riduzione degli incidenti stradali è ancora lontana dall’essere vinta».

I giovani la categoria più a rischio
Il problema, spiegano dall’Aci, sono le distrazioni al volante: il quindici per cento degli incidenti è stato causato da guidatori impegnati a smanettare sui telefoni cellulari, con la testa tra le nuvole. La categoria più a rischio è quella dei giovani: trentecentosedici morti tra ragazzi fra 20 e 24 anni. «I dati confermano il sostanziale calo degli incidenti stradali, dei morti e dei feriti e riprovano che il lavoro intrapreso, le azioni e gli atti realizzati per sensibilizzare l’opinione pubblica e le famiglie cominciano a dare effetti positivi», dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. «È evidente – aggiunge il ministro – che molto resta ancora da fare e che l’impegno del governo, delle forze di polizia, delle associazioni e delle famiglie deve proseguire con rinnovata lena, anche alla luce di una percentuale preoccupante di giovani vittime. Fino a quando conteremo anche un solo morto al giorno sulle nostre strade non potremo sentirci appagati».

Il fine settimana teatro delle stragi
Le strade in cui ci si scontra più spesso sono quelle urbane, teatro del 44% degli incidenti mortali. Il mese più nero è luglio: quando la gente è in fila per le vacanze. In generale, nel corso dell’anno, giovedì e venerdì si sono rivelate le giornate con la maggior concentrazione di incidenti (33.414 e 33.349) e feriti (46.120 e 46.038). Sabato invece è stato il giorno in cui sono morte più persone (708; 16,7% del totale); le 18 l’ora più critica (17.367 con 297 morti e 24.664 feriti), mentre tra le 22 e le 6 si sono verificati gli incidenti più pericolosi: 27.872 (12,9%) che hanno causato il decesso di 986 persone (23,3%) e il ferimento di altre 45.242 (14,7%).

Emergenza ciclisti
Le auto sono state la categoria di veicoli maggiormente coinvolta: 269.035, pari al 66,9% dei veicoli. Seguono 55.028 motocicli (13,7%), ciclomotori (6,6%) e biciclette (3,9%). L’indice di mortalità medio dei veicoli è stato pari a 0,9%, per motocicli e biciclette è stato più che doppio (1,9%).

 

Fonte: www.lastampa.it

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